Gioco
Caos sosta in via Galilei. Salvetti: «Riaprano il cortile della scuola per i motorini»
Il nodo delle responsabilità frena preside e Provincia
Livorno Sono comparsi un po’ a sorpresa sotto alle finestre dell’Iti, ieri mattina, sindaco e assessora alla mobilità. Non un sopralluogo ufficiale, ma comunque un sopralluogo, per cercare di trovare soluzioni a breve termine al caos di scooter parcheggiati un po’ ovunque in un’area – via Galilei e dintorni – che in poche centinaia di metri ospita le scuole più grandi della città e almeno 5mila tra studenti, prof e bidelli. Intendiamoci, non è una novità: scuole e motorini convivono in questo triangolo del traffico da sempre, o quasi. Ma evidentemente le modifiche che sono state fatte in via Galilei dopo l’arrivo della pista ciclabile (come il restringimento della carreggiata e il tratto a senso unico) non sono mai state davvero digerite. E quando nei giorni scorsi è arrivata la polizia municipale a fare multe a raffica, seguita dal carro attrezzi e dalle proteste, i guai sono tornati a galla tutti insieme. Diventando una bella grana da risolvere per il Comune. E non solo.
«Scooter nel cortile»
«Ho fissato con la preside e con la Provincia un sopralluogo per mercoledì mattina alle 9», fa sapere Luca Salvetti mentre con l’assessora Giovanna Cepparello sta percorrendo a piedi via Zola, tra l’Iti e il Cecioni. Ce l’ha per primo con il consigliere comunale e capogruppo della Lega in Provincia, Alessandro Perini. Proprio non ce la fa a non rispondergli dopo che ieri ha dichiarato che «quello che serve non sono le ciclabili ma parcheggi interni alle scuole». «Non ci serviva che Perini ci dicesse cosa dobbiamo fare», esordisce Salvetti: «Quando sono intervenuto sul posto, l’altra mattina, da una parte ho detto ai ragazzi che questa situazione con danni ai disabili e ai residenti non è tollerabile, dall’altra ho mitigato l’intervento della polizia municipale, che altrimenti avrebbe portato via una cinquantina di motorini. E giustamente, perché quando ti chiamano per un mezzo in divieto poi devi intervenire anche per tutti gli altri». «Visto che non c’era stata tanta informazione con le scuole – continua – abbiamo chiesto di fare una campagna informativa e contemporaneamente siamo andati alla ricerca di soluzioni alternative». Ecco, appunto: quali?
Il Comune pensa a due aree. «Il primo spazio che prendiamo in considerazione – risponde Salvetti – è quello alla fine di via Zola, sotto all’Iti. Un parcheggio interno, con un cancello, dove possono entrare 100-150 motorini. Prima era usato, ma da un certo momento in poi (si parla di parecchi anni fa, ndr) la Provincia o la scuola non lo hanno più voluto aprire. Io capisco che c’è un tema di responsabilità, ma non si può scaricare tutto sulle strade. Ho chiamato provincia e scuola per parlarne». E insiste: «In questo tratto interno laterale tra l’istituto e via Zola il terreno non è sconnesso come in altri punti». Insomma, per lui si può fare, «quindi chiederò alla Provincia e alla scuola, con il responsabile della sicurezza, che venga preso in considerazione di riaprire l’area, sistemarla e metterla a disposizione». Il sopralluogo, chiesto per domani, potrebbe slittare a giovedì.
Il nodo sicurezza
Ok, ma quella di cui si discute non è un’area di proprietà del Comune. Tanto che ieri è bastato fare qualche telefonata per capire che non tutti hanno gradito l’ “invasione di campo” del primo cittadino, facendo notare che semmai è il municipio a dover trovare soluzioni al problema del traffico fuori dai perimetri delle scuole.
Ma al di là della forma, quello di cui si discute è o la sostanza. Perché come dice lo stesso Salvetti, dal fronte delle scuole e della Provincia (che degli istituti è proprietaria) hanno sollevato un problema di responsabilità. Per esempio: se qualcuno si fa male mentre parcheggia il motorino dentro il cortile dell’Iti, chi ne risponde? E i piani di esodo, in pratica le vie di fuga, come si assicurano? Domande che sono sul piatto, in quello che rischia di diventare uno scaricabarile tra enti e scuole.
Il vicepresidente di palazzo Granducale, Pietro Caruso, sta lavorando per trovare una soluzione e per ora è diplomatico: «È in corso una verifica con i dirigenti scolastici e con il responsabile della sicurezza per capire se è possibile destinare almeno una parte degli spazi interni alle scuole, in particolare l’Iti, al parcheggio degli scooter. Ma è bene precisare che niente può essere fatto senza garanzie sul fronte della sicurezza».
Nuove soste lato parco
Intanto Salvetti e Cepparello fanno sapere di voler accelerare i lavori in un tratto che invece è di competenza diretta del Comune: la striscia di terra che costeggia il parco, tra via Zola e via Terreni. «È larga una decina di metri per un centinaio – ripete il sindaco – e potrebbe contenere tra i 200 e i 300 motorini». «In più – aggiunge – partiremo con un lavoro di sensibilizzazione con delle associazioni che per un periodo metteranno volantini sui mezzi in divieto di sosta con scritto “pensa anche alle ruote degli altri”...». Per esempio quelle di chi è costretto sulla sedia a rotelle o quelle dei passeggini dei bambini. «Faremo questa opera di sensibilizzazione, poi è chiaro che se il problema non si risolverà arriveranno le multe, non ci prendiamo in giro».
«La ciclabile resta»
Ma non provate a chiedere alla giunta comunale se stia pensando di togliere la pista ciclabile realizzata in via Galilei, che non si può dire sia affollata. «Quella – controbatte il sindaco – è un’opera fatta, finanziata. Checché se ne dica, non è vero che non ci passa nessuno. E quando ci sarà anche la pista ciclabile in via de Larderel, sarà usata ancora di più». Poi torna a guardare verso Perini: «Come ha detto? Che dobbiamo stare con i piedi per Terra? Noi ci siamo e parecchio, tant’è vero che siamo sempre in mezzo alle situazioni da risolvere». l
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