Gioco
Addio al fornaio Piero Raffalli. Artigiano del pane e delle roschette in via Cimarosa
Lviorno, aveva 84 anni. Il ricordo della moglie: «Una vita insieme dietro al bancone». La salma si trova al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna, il funerale martedì 18 ottobre
LIVORNO. Il pane è sempre stata la sua più grande passione. Fin da quando, allora bambino, guardava il padre maneggiare la farina e la pagnotta lievitare nel forno. Aveva dieci anni e da quel momento ha capito chiaramente quale sarebbe stato il suo futuro. Il fornaio Piero Raffalli la settimana scorsa è caduto per strada, fratturandosi il femore. Sembrava che stesse bene, dopo l’operazione, ma domenica è morto. Aveva 84 anni e lascia la moglie Floriana. «Io e Piero ci siamo sposati nel 1962 – racconta la signora Floriana – e abbiamo trascorso una vita, insieme, dietro al bancone e a preparare il pane».
Raffalli e la moglie hanno gestito il panificio I due forni, in via Cimarosa, fino alla fine del 2021. «Poi, dopo che è morto nostro figlio abbiamo lasciato l’attività». Rinaldo Raffalli, figlio di Piero e Floriana, è morto nel gennaio del 2021, stroncato da un infarto a 53 anni. «Fino a dicembre 2021 Piero ha continuato a lavorare. Amava molto la sua professione. Negli ultimi anni avevamo il forno in via Cimarosa. Prima per un periodo abbiamo lavorato al Calambrone e in corso Mazzini, nel fondo dove adesso c’è la posta».
Così facendo hanno preparato il pane a generazioni di livornesi e tanti clienti, col tempo, sono diventati amici. «Oltre al pane preparavamo, tra le altre cose, le roschette. E poi le lingue di gatto e le vele di mais». Insomma, sia dolce che salato. «Portavamo le roschette da tutte le parti, anche nei supermercati».
Un’arte, quella del pane, che per Piero Raffalli affondava le sue radici lontano nel tempo. «Ha iniziato a dieci anni con il padre – racconta la moglie –, poi è passato da un forno all’altro fino a che non ha aperto il suo. Piero è stato un grande lavoratore, innamorato della sua professione. E ha sempre fatto del bene a tutti».
In tanti se lo ricordano, nel negozio, accanto a sua moglie. Giorno dopo giorno. Loro due, sempre insieme. «Sono venuti in tanti a farmi le condoglianze, mio marito era molto conosciuto e apprezzato. È venuto anche un parroco, che ha ricordato come Piero fosse una persona buona. Mi ha fatto piacere». Farina, pane e dolci erano il suo lavoro e la sua più grande passione. Ma gli piaceva anche leggere. «Adorava i libri – racconta la moglie –. In passato ne aveva accumulati un po’. E diceva sempre che poi avremmo passato il tempo su una panchina a leggere libri».
La salma di Piero Raffalli si trova al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna, nella cui cappella oggi alle 11 si terrà il funerale. Chi vorrà potrà dunque dare un ultimo saluto al fornaio della città. A Piero Raffalli, che per anni ha portato avanti la sua professione. Preparando e vendendo pane e altri prodotti a generazioni di livornesi, con un amore sconfinato e insieme alla moglie, che nel giorno del dolore parla di suo marito con la voce increspata dalla commozione. «Era un uomo davvero generoso. Che ha sempre aiutato gli altri, compresi i clienti, a cui non ha fatto mai mancare niente».
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