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Rabbia bidelli a Livorno dopo anni da precari: «Niente posto fisso per undici giorni»

di Franco Marianelli
Rabbia bidelli a Livorno dopo anni da precari: «Niente posto fisso per undici giorni»

Venerdì 14 ottobre il presidio organizzato dalla Filcams-Cgil davanti all’Ufficio Scolastico in via Galilei. «Esclusi anche dal tempo determinato»

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Livorno Il posto di lavoro a tempo indeterminato era lì, a portata di mano, il sogno di una vita, la sicurezza economica. Ma per undici maledetti giorni che mancavano per avere il requisito di dieci anni di lavoro come precaria, il sogno è svanito. Non solo: ha perso pure la possibilità di lavorare a tempo determinato ovvero per piccoli o meno piccoli periodi, rinnovabili periodicamente.

Questa la storia della più sfortunata tra le sfortunate lavoratrici (dieci donne e un uomo) denominati “ex Lsu e appalti storici” ovvero degli addetti alle pulizie e alla vigilanza dei ragazzi delle scuole che sono rimasti fuori dalla cosiddetta “stabilizzazione” per non aver maturato il decennio e che ora se la devono vedere, ad un’età non più verdissima, con lo spettro della sopravvivenza economica. «Lo scriva pure:siamo disperate», ci dice una di loro.

E se la signora di cui sopra ha mancato l’obiettivo per undici giorni non sono state poche ad averlo mancato di poche settimane o un paio di mesi. Venerdì 14 ottobre il presidio organizzato dalla Filcams-Cgil (il loro sindacato di categoria) davanti all’Ufficio Scolastico in via Galilei.

Presente Flaviano Bardocci e Fabrizia Brogi responsabili della categoria. «Queste persone sono ormai da due anni senza lavoro – ci spiega Bardocci – e possiamo serenamente dire che sono state licenziate dallo Stato. Proprio oggi (ieri per chi legge ndr) giorno nel quale si insediano le due Camere del Parlamento vogliamo lanciare un messaggio al nuovo governo perché si faccia carico di questi undici cittadini e delle altre centinaia di precari che in Italia vivono lo stesso dramma».

Ci viene spiegato che i requisiti per l’assunzione (oltre ai dieci anni il diploma di terza media) ora sono stati acquisiti e che la speranza è «che il prima possibile il governo di Giorgia Meloni faccia approvare la norma che, nelle speranze delle interessate e del sindacato, garantirebbe a questi cittadini il posto nella Pubblica Amministrazione» aggiunge ancora Bardocci.

Con il nuovo decreto esisterebbe pure la possibilità, nella eventualità di carenza di posti disponibili nelle scuole della provincia di Livorno, di poter avere una collocazione fuori provincia ma comunque nella Regione Toscana. «La cosa che purtroppo potrebbe allungare i tempi è che l’atto dovrà essere elaborato non da uno ma da tre ministeri ovvero la Pubblica Istruzione, le Finanze e la Funzione Pubblica – aggiunge ancora Bardocci – con un’ulteriore assurdità: che per le supplenze viene chiamato nuovo personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) e non queste undici lavoratrici e lavoratori».

La Filcams si rivolge a tutte i cittadini e alle forze politiche e sindacali della città affinché si dia sostegno alla giusta rivendicazione di queste nostre undici concittadine per il rispetto di una norma della Costituzione: il diritto al lavoro.
 

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