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Il lutto

Livorno piange Roberto Foresi, pilastro della Cassa di Risparmio

di Claudia Guarino
Livorno piange Roberto Foresi, pilastro della Cassa di Risparmio

Ha avuto un malore a 80 anni mentre era in poltrona. La figlia: «Babbo ha fatto tanto per questa città. Sono contenta che sia riuscito a vedere mio figlio laurearsi in economia». Venerdì 14 ottobre il funerale

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LIVORNO.  Dieci anni. Tanto Roberto Foresi è stato alla presidenza della Cassa di Risparmio di Livorno. Correva l’anno 1977 quando prese il timone di un istituto già colpito da quella crisi che avrebbe poi portato alla fusione con le omologhe banche di Pisa e Lucca. Ma Foresi non è stato solo questo. È stato a capo dell’industria di famiglia, è stato presidente dei giovani industriali, di Confidi e dell’associazione industriali. È morto nella serata di mercoledì, nella sua casa, dopo un arresto cardiaco che l’ha colto mentre era in poltrona. Aveva compiuto ottant’anni lo scorso 3 agosto e lascia un grande vuoto nei cuori dei suoi cari. Della moglie Eliana Galligani, delle tre figlie Veronica, Valeria e Francesca e dei nipoti Filippo e Vittoria.

«Babbo ha fatto tanto per questa città – racconta la figlia Francesca –. E sono contenta che sia riuscito a vedere mio figlio laurearsi in economia. È stato felicissimo, quel giorno».

Nato in una famiglia dalle radici elbane, Foresi ha iniziato la sua carriera professionale nell’azienda petrolchimica gestita dal padre, di cui ha preso le redini dopo la laurea. Ma si è distinto soprattutto per il suo lavoro nell’ambito del settore finanziario e nel 1977 è diventato presidente di quella che allora era la Cassa di Risparmio di Livorno, per poi rimanerci fino al 1987. All’arrivo di Foresi l’istituto stava attraversando un periodo di crisi, con tanto di commissariamento biennale. «Roberto Foresi – si legge in un vecchio report della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno – riuscì a procedere all’aumento di capitale facendo crescere il numero dei soci». Ma questo non bastò a salvare la Cassa, che andò poi incontro alla fusione con le omologhe di Lucca e Pisa e alla creazione dell’allora Cassa di Risparmio di Pisa Livorno e Lucca (di cui Foresi occupò per un periodo un ruolo da dirigente) che finì prima nella banca popolare di Lodi poi nella Bpm. Poi, dopo l’esperienza nella finanza, Foresi entrò nel campo della mediazione immobiliare e oggi la figlia Francesca è titolare dello studio Foresi, che si occupa di amministrare condomini.

Una vita nella finanza e le radici ben salde nel mondo dell’industria, Foresi si è anche occupato di basket con la PL, società di cui il padre è stato presidente. Chi lo conosceva lo descrive come una persona generosa e sicura. Come un uomo che ha sempre cercato di muoversi con correttezza nello svolgere i suoi compiti professionali. «Mio padre – racconta la figlia Francesca con la voce increspata dalla commozione – era un uomo che amava il suo lavoro e che amava la vita. Gli piaceva la musica classica, anche. Ed era una buona forchetta. Ora lascia il vuoto, il silenzio. Perché era un uomo di presenza».

Chi volesse dare l’ultimo saluto a Roberto Foresi potrà farlo oggi alle 10. 30. Il funerale si terrà nella chiesa di San Jacopo in Acquaviva, quartiere «dove ha sempre vissuto e luogo in cui si è anche sposato». Qui sarà possibile dire addio all’industriale livornese che, partendo dall’azienda di famiglia, è arrivato al timone del mondo finanziario cittadino. E al padre allegro che i nipoti sentivano come un uomo invincibile.


 

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