Gioco
Addio a Pisani, ex direttore Arpat. «Una vita dedicata all’ambiente»
In prima fila per la difesa della salute negli anni di Chernobyl e della Karin B
LIVORNO. Un grande appassionato di chimica. Che ha sempre messo il suo lavoro al servizio degli altri, concentrandosi sull’ambiente e sulla lotta all’inquinamento. Considerata strumento fondamentale per prevenire le malattie. Bruno Pisani, per 15 anni direttore del dipartimento Arpat di Livorno, è morto ieri mattina. Aveva 87 anni, lascia la moglie Vittoria, le figlie Chiara e Laura e la nipote Irene.
«Vorremmo ricordare nostro padre – dicono le figlie – per l’instancabile impegno che ha messo nel suo lavoro. È stato direttore del dipartimento Arpat (agenzia regionale per la protezione ambientale , ndr) di Livorno e, in qualità di chimico, si è sempre occupato di prevenzione». L’ha fatto lottando contro l’inquinamento di acqua, terra e aria. Perché rispettare l’ambiente era per lui essenziale nel prevenire l’insorgenza di tumori e altre malattie. Ancor prima della diagnosi.
«Babbo si impegnò molto anche durante la nube di Chernobyl – ricordano le due figlie –, in quel caso attivò dei turni non massacranti, ma ben organizzati. In modo tale da permettere a tutti di lavorare in sicurezza. In quell’occasione organizzò una serie di accertamenti sulle verdure a foglia larga e fece tutto il possibile per salvare i bambini». Pisani è stato direttore del dipartimento Arpat di Livorno per una quindicina di anni prima di andare in pensione, nel 2003. Era direttore anche quando la Karin B, detta nave dei veleni, gettò l’ancora a qualche miglia dalla costa. Nel corso della sua vita ha anche insegnato chimica alla scuola per infermieri e, ancora prima, si è adoperato attivamente, da volontario, nei comitati di quartiere. Sempre per l’ambiente, contro l’inquinamento e per la prevenzione. «Babbo, inoltre, credeva molto nella sanità pubblica. A tal punto da spingere noi figlie a cercare di entrare all’Asl. Ed entrambe ci siamo riuscite. Ci credeva molto perché riteneva che con la sanità pubblica si tutelano la salute e la vita».
Pisani ha sempre amato profondamente il suo lavoro, il “suo” laboratorio all’Arpat al cui ampliamento aveva contribuito e la sua chimica. Oltre, chiaramente, all’ambiente. Poi c’era ciò che aveva di più prezioso: la sua famiglia. «Babbo ha avuto una nipote, mia figlia, che ha adorato. L’ha amata tantissimo. Di recente si è laureata in giurisprudenza e lui era molto orgoglioso di una nipote così studiosa. È stato un uomo che a noi ha infuso un grande coraggio. Pensi che nostra mamma era ricoverata in ospedale e lui, per spirare, ha aspettato che tornasse a casa. Lei è tornata ieri sera (mercoledì, ndr) e lui è morto stamani (ieri, ndr)». Chi volesse dare un ultimo saluto a Bruno Pisani potrà farlo questa mattina. Il funerale si terrà questa mattina alle 11.30 nella chiesa di San Simone all’Ardenza, quartiere dove Pisani viveva. E dove sarà possibile dire addio a un uomo che ha fatto della tutela dell’ambiente la sua priorità.
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