Il Tirreno

Livorno

Conferenza sul turismo alla Torre della Federazione

Le grandi bellezze di Livorno a Mosca con Diego Zucca: «La città piace»

di Claudio Marmugi
Le grandi bellezze di Livorno a Mosca con Diego Zucca: «La città piace»

Il docente ha parlato della rivalità con Pisa

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LIVORNO. “Russia” è una parola che, da mesi, alla luce della cronaca mondiale infonde sentimenti come “paura”, “inquietudine”, “incomprensione”, “rabbia”, per tutto quello che sta succedendo nella guerra con l’Ucraina.

È pur vero che la routine a Mosca scorre in maniera tutto sommato regolare e molti dei suoi abitanti vivono una vita normale. Tra questi Diego Zucca, livornese classe 1978, docente d’italiano in istituti privati, a Mosca da 14 anni, sposato con una cittadina russa, Eugenia, e padre di una bambina, Gaia, nata a Mosca sette anni fa. Zucca è un grandissimo e instancabile divulgatore della cultura italiana (e toscana, in particolare) e non si è mai fermato con le sue attività incentrate sulla ripresa di un (futuro) turismo russo in Italia, nemmeno nei mesi dell’operazione “militare speciale”.

Per i festeggiamenti del compleanno di Mosca, tenutisi intorno al giorno della fondazione della città (IL 17 settembre), Zucca, invitato dalla biblioteca statale di letteratura straniera, ha tenuto una conferenza dal titolo “Passeggiando per la Toscana”, all’ottantanovesimo piano della “Torre della Federazione” nel complesso “Moscow City”. Coadiuvato delle splendide foto del maestro Andrea Dani (altro livornese doc) Zucca ha presentato a un pubblico di incantati ascoltatori moscoviti le meraviglie di tutte le città toscane, con una particolare attenzione per Livorno. «Modigliani – racconta Zucca – è un artista molto amato in Russia, non avete idea quanto».

Sullo schermo sono sfilate così le immagini della Terrazza Mascagni, del Ponte del Diavolo in Lucchesia, delle terme di Saturnia della Maremma, di Colonnata sulle Apuane, di Bolgheri, della splendida campagna della Val d’Orcia e di tante altre perle nascoste della Toscana più segreta, quelle lontane dal turismo di massa e che probabilmente il turismo russo ama di più. «Ho intrecciato nozioni storiche e geografiche – spiega Zucca – con aneddoti, miti e leggende locali, che tanto piacciono all’ascoltatore russo».

Una parte della conferenza che si è tenuta nella Torre della Federazione ha riguardato anche il “campanilismo” tipico della Toscana: «Ebbene sì, ho azzardato anche una spiegazione della storica rivalità tra Pisa e Livorno – confessa il docente – andando a sondare le radici del contrasto tra le due città».

Non poteva mancare, poi, un focus culinario sulle prelibatezze della Toscana: dal cacciucco al lampredotto, dalla fiorentina al sangue alla zuppa; tutti piatti amatissimi dal potenziale turista russo.

«Parlare di cultura italiana a Mosca durante un periodo come questo è comunque un modo per gettare un ponte e guardare al “dopo”». Con le sanzioni imposte dall’Unione europea e dall’Occidentale, infatti, il “ponte” al momento è sospeso. Niente voli fra l’Italia e la Russia, con i turisti che sono notevolmente diminuiti. Infatti, Diego Zucca, non si arrende e va avanti: «L’esposizione è piaciuta molto agli intervenuti e si sta già parlando di un seguito per approfondire i temi. Con la speranza che le divergenze internazionali si appianino e tutti si possa tornare a circolare liberamente per il nostro bel mondo e anch’io tornare ad abbracciare il resto della mia famiglia a Livorno».

Diego Zucca è anche romanziere e sceneggiatore (bilingue). Con la piece teatrale “Tantamareski”, in lingua russa, è arrivato tra i cinque finalisti al premio del Teatro Satira di Mosca. Nel 2021 ha pubblicato il thriller, in italiano, “Spirali di follia” (Arpeggio Libero Editore) e nel 2022 un suo racconto è stato trasformato in un cortometraggio/tesi di laurea all’Università del Cinema di Mosca dal regista Michail Boreysha (su sceneggiatura dello stesso Zucca). Boreysha ha già diretto i cortometraggi “Pererug”, “Creepy”, “Incident 437” e “F***ing Marat” e degli ultimi tre è stato anche editore e produttore.

Il film verrà presentato il 15 ottobre in concorso per la Casa del Cinema di cui è presidente il regista e autore Nikita Sergeevic Michalkov, quello che diresse Mastroianni in “Oci Ciornie”, regista anche di “Amico tra i nemici, nemico tra gli amici”, Partitura incompiuta per pianola meccanica”, “Alcuni giorni della vita di I. I. Oblomov”, “Urga-Territorio d0amore”, “Il barbiere di Siberia” e nel 2010, ambientato nella Seconda guerra mondiale, “Il sole ingannatore 2”.


 

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