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Concessioni, spettro aste. E ora i gestori delle baracchine sperano nella prelazione

Concessioni, spettro aste. E ora i gestori delle baracchine sperano nella prelazione

Tutte le strutture, scaduti i termini, andranno a bando. C’è un tavolo aperto tra imprenditori e Comune e «sul futuro delle concessioni – dice Valentina Bonaldi, Cna – siamo fiduciosi»

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LIVORNO. Per la stragrande maggioranza delle baracchine lungomare la messa all’asta delle concessioni demaniali non è proprio dietro l’angolo. Ma, proprio come avviene per gli stabilimenti balneari, l’eventualità di un bando senza diritto di prelazione spaventa e non poco. Perché, dicono gli imprenditori, negli anni sono stati fatti non pochi investimenti. «La baracchina Acquamarina, per esempio, l’ha costruita mio padre», racconta Jacopo Garzelli. Ed è chiaro che gli attuali (spesso pluriennali gestori) sperano in un diritto di prelazione. Avendo per lo meno garanzia – nella prossima asta per l’affidamento delle concessioni – di poter pareggiare l’eventuale offerta migliorativa presentata da altri soggetti. Diritto che per le attuali concessioni pluriennali, come confermano dal Comune, generalmente non sarebbe previsto. Almeno al momento.

«Lo stato delle concessioni (per le baracchine, ndr) non è omogeneo – spiega l’assessora al Demanio Viola Ferroni –. Hanno infatti varie scadenze». Ciò chiaramente significa che non dovranno essere rinnovate tutte contemporaneamente. «La nostra concessione, considerando i lavori di ristrutturazione fatti nel 2018, dura 9 anni – fa l’esempio Garzelli –. Dunque abbiamo ancora un po’ di tempo (prima di andare a bando, ndr)».

Ma meglio guardare avanti e porre il problema. Per questo c’è un tavolo aperto tra imprenditori e Comune e «sul futuro delle concessioni – dice Valentina Bonaldi, Cna – siamo fiduciosi che si possa trovare una soluzione in grado di garantire la continuità di lavoro per quelle imprese che hanno investito in migliorie e occupazione. E che sono disponibili a farlo ulteriormente». L’assessora Ferroni, da parte sua, sottolinea che «le associazioni di categoria chiedono anche di poter lavorare insieme per far sì che si trovi una modalità capace di garantire interventi di manutenzione e rifunzionalizzazione. Da parte nostra c’è piena disponibilità, agendo nell’interesse pubblico e basandoci su valutazioni che non possono prescindere dal tener presenti criteri generali».

Tra cui il masterplan per il lungomare a che sarà oggetto di una delibera di giunta. Un documento, questo, di cui parla l’assessora Silvia Viviani nell’articolo in basso, dove è definita (anche) la conformazione delle baracchine che si trovano tra la zona di Porta a Mare, cantieri esclusi, fino alla piazzetta San Jacopo. Qui ci sarà la demolizione. Poi si passerà alla ricostruzione, sotto altre vesti. Con concessioni che potrebbero essere allungate se i titolari decideranno di prendersi in carico i lavori. Ma ci sono aspetti ancora da definire.l


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