Il Tirreno

Livorno

Economia e mare

Porto di Livorno, ecco cosa cambia fra Alto Fondale, Calata Orlando, Molo Italia e soprattutto Sponda Est

di Mauro Zucchelli
Porto di Livorno, ecco cosa cambia fra Alto Fondale, Calata Orlando, Molo Italia e soprattutto Sponda Est

 È la concretizzazione del Prg di sette anni fa: la regia di Guerrieri per evitare rotture. Così l’Authority prova a far decollare la manovra che è un mosaico di spostamenti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il nuovo Prg del porto l’abbiamo atteso per sessant’anni e abbiamo dovuto aspettare che arrivasse la premiata ditta Gallanti & Provinciali, genovese l’uno e romano l’altro, per riuscire ad averlo. Il rompicapo dei traslochi di terminal che quel Prg metteva in moto è rimasto tuttavia fermo al 2015.

Ora però l’Authority prova a far decollare la manovra che è un mosaico di spostamenti: il disegno complessivo l’aveva individuato agli inizi dell’estate, adesso un nuovo passaggio-cornice, poi verranno i singoli provvedimenti amministrativi che tradurranno in concreto ciascuna mossa, una alla volta.

Ma è già dall’estate dello scorso anno che a Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, lavoravano a questa ricomposizione della “geografia” del porto: prima a tu per tu con gli operatori, poi annunciando in febbraio che l’intesa era «a un passo» e però aveva «solo di qualche aggiustamento». Il che, ricordando che era l’istituzione pubblica a scrivere le regole, suonava un po’ come ultimatum a chi puntava i piedi.

Non è esattamente la stessa cosa ma in passato proprio l’Authority, dopo aver vinto al Tar su tanti altri aspetti finiti nel mirino di una pioggia di ricorsi, si era vista clamorosamente bocciare il “Piano attuativo di dettaglio” che mirava a intervenire sulla “zonizzazione”. Tradotto: sulla banchine cosa si può fare e soprattutto dove. Al centro dell’attenzione soprattutto due esigenze: l’una è la liberazione di Alto Fondale e Calata Orlando dai traffici merci, l’altra è la ristrutturazione degli spazi sulla Sponda Est della Darsena Toscana. La soluzione è, in estrema sintesi, questa: la Sponda Est (e il Molo Italia) ospitano le attività da traslocare.

Però, anziché come si ritaglia il puzzle e a chi vanno i singoli pezzi, è un’operazione a cuore aperto – cioè ovviamente il porto non chiude… – che il presidente dell’Authority Luciano Guerrieri sembra riuscire a compiere chiudendo con la stagione degli scontri frontali fra operatori in un fuoco incrociato di carte bollate.

A Palazzo Rosciano mettono nero su bianco queste mosse che in tre fasi porteranno alla «piena delocalizzazione» della Cilp (portuali e Neri-Negri) che lascerà l'Alto Fondale: area che in seguito verrà data alla Porto 200 per accogliere i passeggeri delle crociere. In tandem con una ordinanza congiunta di Authority e Capitaneria di Porto, le banchine 15 C e 15 D e le aree retrostanti della Sponda Est della Darsena Toscana «verranno affidati alla disponibilità della Cilp», che in cambio «rinuncerà agli accosti 46 e 47 dell'Alto Fondale» (dove da qualche mese aveva trovato spazio i traffici delle navi “Eco” di Grimaldi). Intanto, in questa prima fase, la Cilp farà partire l’ammodernamento delle aree in radice della Sponda Est, così che vengano date al traffico di Grimaldi «prevedibilmente per l’anno nuovo».

Con un ulteriore provvedimento l’Authority arriverà a riavere indietro dalla Cilp le aree in concessione sulla radice dell'Alto Fondale (accosti 45, 44 e 43): Palazzo Rosciano li girerà alla Porto 2000 «assieme alle banchine 46 e 47». Terza e ultima fase: Cilp rinuncerà ai magazzini che ha all'Alto Fondale («saranno restituiti all'Authority una volta completato il raddoppio dei magazzini Mk».




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web