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Lo sfogo del ristoratore: «È la nuova pandemia, per resistere stiamo aperti solo tre giorni»

di Alessandro Lazzerini
Lo sfogo del ristoratore: «È la nuova pandemia, per resistere stiamo aperti solo tre giorni»

Il titolare dell’Osteria Red nel centro di Livorno: «È aumentato tutto, anche le materie prime. A cominciare dalle cozze Se non cambia niente A gennaio sarà davvero dura»

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LIVORNO. C’è chi è stato costretto a chiudere la propria storica attività e chi vede il proprio progetto, nuovo e iniziato con entusiasmo e passione, in difficoltà proprio a causa del caro bollette. Un aumento vertiginoso quello arrivato in estate e che sta proseguendo anche in questo autunno, che non risparmia nessun settore e mette in ginocchio ogni attività. Tra queste c’è anche l’Osteria Red, di via dell’Angiolo, una traversa di via Grande, costretta a ridurre le aperture per provare a limitare i consumi.

«Prima lavoravamo tutti i giorni pranzo e cena, mentre adesso la sera siamo aperti solo venerdì, sabato e lunedì e gli altri tre giorni (il mercoledì rimane giorno di chiusura, ndr) abbassiamo la saracinesca – spiega Thomas Canessa, proprietario del locale insieme alla compagna Elena Bellandi -. Sono giorni in cui non rientravamo nelle spese e se prima rimanevamo aperti, magari rimettendoci anche qualcosina, per “esserci” e portare avanti il lavoro, vivendo il quartiere come è nell’obiettivo primario del nostro locale, adesso non è più possibile farlo”.

I dati delle bollette arrivate in estate sono eloquenti, soprattutto se comparati con quelli di un anno fa. «Nel 2021 pagavamo 700-800 euro tra luce e gas, ma anche fino a giugno 2022 la situazione è stata abbastanza sotto controllo. Le ultime bollette mensili invece sono di 1800-1900 euro, un aumento di mille euro che è difficile da recuperare, praticamente costa quanto un dipendente full time. L’estate scorsa – vanno avanti i proprietari – avevamo speso 2700 euro tra luce e gas, quest’anno siamo saliti a 5600, cifre assurde per un’osteria di quartiere».

L’aumento dei costi dell’energia va ad aggiungersi a tutta una serie di rincari che sta mettendo in enorme difficoltà i risparmi degli imprenditori. «Tutto questo va considerato insieme al fatto che anche le materie prime costano molto più di prima. Per esempio le cozze sono aumentate di un euro al chilo, mentre il polpo di un euro e cinquanta. Senza dimenticare neanche la Tari (la tassa sui rifiuti ndr) e tutte le altre imposte sempre più care. Siamo stati costretti a prendere questa decisione di aprire solo tre sere a settimana, per mantenere la stessa qualità dei prodotti e non aumentare i prezzi al cliente o addirittura dover scaricare questo problema sui nostri collaboratori».

Il mondo della ristorazione, in particolare, durante la pandemia ha vissuto momenti molto complicati e dopo mesi difficili, nel 2022 stava provando a rialzare la testa, ma questa nuova situazione di difficoltà rischia veramente di mandare all’aria qualsiasi piano.

«Io ho aperto nell’estate 2020 – ricorda – e il primo anno come immaginerete non è stato semplice. Nell’ultimo anno stavamo mettendo nuovamente la testa fuori dall’acqua, avevamo cominciato a respirare. Insomma avevamo preso una boccata d’ossigeno, mentre questi aumenti così alti e repentini ci riportano nuovamente a fondo, in apnea». Il problema più grande in tutto questo, è legato ad un domani incerto. Perché la vera incognita è quella di capire per quanto tempo le attività potranno sopportare dei costi simili prima di arrivare al collasso.

«Non ne ho idea – chiosa Canessa -. È un progetto che ho iniziato con Elena per dare un futuro alla nostra famiglia e a quella di chi lavora con noi. Con la liquidazione del vecchio lavoro ho investito in questa avventura, ma adesso è impossibile programmare qualcosa e questo è veramente un aspetto mortificante. Se non cambia niente –ammette – a gennaio sarà veramente dura. All’inizio dell’anno solitamente arrivano tasse e conguagli: lo scorso anno il conguaglio di luce e gas fu 4.800 euro, quest’anno se dovessero arrivare cifre come 8 o 10 mila euro, come si fa a pagarle? Proiettare questi costi in un periodo a lungo termine è veramente impossibile, serve un aiuto veloce e concreto». l


 

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