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Furti di scooter: in 10 rischiano di finire a processo
Livorno: la banda avrebbe rubato i motorini per poi smontarli e rivenderli in Italia e all'estero. Documentate anche estorsioni
LIVORNO. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone che si sarebbero rese protagoniste – secondo quanto spiegato dalla polizia di Stato – di «numerosi furti di motorini, in particolare Honda Sh, alcuni dei quali destinati a essere rivenduti, anche smontati, all’estero o fra le province di Pisa e Lucca». In alcuni casi invece, stando a quanto appurato dalla Squadra mobile, si sarebbero verificate delle tentate estorsioni, con la richiesta di soldi per restituire lo scooter al legittimo proprietario.
I sequestri, come pubblicato dal Tirreno negli scorsi anni, avevano riguardato container e capannoni in provincia di Pisa. Alcuni degli indagati, in base alla ricostruzione degli inquirenti, avrebbero assolto il compito di perlustrare il territorio alla ricerca degli scooter richiesti, organizzandosi poi per rubarli. «Nel solo periodo maggio-dicembre 2020 – scrive la questura – sarebbero stati commessi furti di scooter in danno di oltre 60 persone. Molti, nel corso delle indagini, sono stati restituiti ai legittimi proprietari». In un paio di occasioni, inoltre, «i proprietari dei mezzi sono stati a loro volta indagati per favoreggiamento – riepiloga la polizia di Stato – posto che avrebbero negato, pur di fronte al contenuto di intercettazioni inequivocabili, di aver pagato somme di denaro per rientrare in possesso del loro mezzo, rendendo dichiarazioni mendaci e affermando che il ritrovamento del veicolo era stato casuale, così aiutando i colpevoli a eludere le indagini condotte». La polizia ha denominato l’operazione “Imbattibile” e dall’inizio di quest’anno, per questi reati, sono state già denunciate 20 persone.
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