Il Tirreno

Livorno

In tribunale

Processo alluvione, gli ex capigruppo in consiglio comunale citati come testimoni

di Giulio Corsi
Processo alluvione, gli ex capigruppo in consiglio comunale citati come testimoni

Saranno in aula martedì 11 ottobre chiamati dalle parti civili. Si può ipotizzare che la loro citazione nasca dalla linea difensiva che potrebbe seguire l’ex sindaco

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Livorno Il messo giudiziario ha suonato poche ore fa ai campanelli di alcuni ex capigruppo in consiglio comunale, sicuramente a quelli di Elisa Amato (Forza Italia) e Pietro Caruso (Pd), consegnando loro un avviso contenente la citazione come testi nel processo per l’alluvione del 10 settembre 2017 durante la quale persero la vita otto persone e che vede imputato l’ex sindaco Filippo Nogarin. Gli ex capigruppo compariranno in aula martedì prossimo, 11 ottobre, alla ripresa del dibattimento. A richiedere la loro presenza in aula è stata l’avvocato Paola Bernardo, difensore di parte civile della famiglia Ramacciotti.

Quale contributo potranno dare allo sviluppo del processo? Si può ipotizzare che la loro citazione nasca dalla linea difensiva che potrebbe seguire l’ex sindaco (che per adesso non ha parlato in aula), che potrebbe in qualche modo tentare di condividere con la conferenza dei capigruppo la responsabilità di non aver mai portato il piano di protezione civile all’approvazione del consiglio comunale.

Sarà, quella di martedì prossimo, una delle ultime udienze prima che il processo di primo grado possa finalmente concludersi.  La sentenza, ad oggi, è prevista per il 29 novembre. Da qui all’ultima udienza messa in calendario dal giudice Ottavio Mosti – che dovrà stabilire le eventuali responsabilità di Nogarin, rimasto l’unico imputato dopo l’assoluzione in rito abbreviato dell’allora responsabile della protezione civile, Riccardo Pucciarelli – ve ne sono altre cinque: l’11 e il 27 ottobre, l’8 e il 24 novembre. Fino all’ultima, quella del 29, che dovrebbe decretare il verdetto finale.

Il pool della procura – con il procuratore Ettore Squillace Greco e le sostituto Sabrina Carmazzi e Antonella Tenerani – contesta a Nogarin di aver «omesso di sollecitare l’approvazione da parte del consiglio comunale di un nuovo piano di protezione civile» e, l’8 agosto del 2017, di aver consentito «il depotenziamento del sistema di protezione civile territoriale nell’ottica della ristrutturazione dell’organizzazione comunale in macroaree, inglobandolo nella polizia municipale e sostituendo il precedente dirigente (il geologo Leonardo Gonnelli ndr) con un’esperienza ultradecennale, con Pucciarelli, dottore in scienze politiche».

Avrebbe poi ridotto «il personale a quattro unità delle quali due amministrative e due operatori (un geometra e un perito elettrotecnico), separando il settore protezione del suolo con l’eliminazione del profilo tecnico di altri due geologi, il tutto senza vigilare sull’effettiva attuazione del passaggio di consegne pur astrattamente previsto e senza prevedere un adeguato e tempestivo programma di formazione degli addetti al servizio». l

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