Gioco
Musicista condannato per rapina: «Ora restituisca allo Stato il reddito di cittadinanza»
Livorno: sorpreso dalla direttrice di “Scarpe&Scarpe” al Levante l’avrebbe insultata e minacciata: «Se chiami la polizia ti ammazzo», mimando il gesto della gola tagliata
LIVORNO. È stato condannato per rapina, e obbligato a restituire i soldi incassati grazie al reddito di cittadinanza, dopo aver rubato un paio di calzature dal negozio “Scarpe&Scarpe” del Parco Levante urlando contro la direttrice: «Se chiami la polizia ti ammazzo», facendole anche il segno della gola sgozzata. La pena è tre anni e quattro mesi di reclusione per un musicista georgiano, Gocha Mangoshvili, che nel maggio di due anni fa è stato sorpreso dalla direttrice del negozio mentre usciva, insieme a un complice mai individuato, con un paio di scarpe nascoste sotto alla maglietta.
LA RICOSTRUZIONE
L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Mazza, è comparso in aula assistito da un cugino come interprete, visto che non capisce bene l’italiano. Davanti a lui il collegio del tribunale, presieduto dal presidente della sezione penale Gianmarco Marinai, mentre a guidare l’accusa il pm Pietro Peruzzi. A essere ascoltati i poliziotti delle volanti, intervenuti per fermarlo, e il personale di vigilanza del centro commerciale. «Quella mattina mi trovavo fuori dal negozio – ha spiegato davanti ai giudici uno dei vigilanti – quando ho visto due persone uscire fuori e la direttrice gridare “Aiuto, aiuto”. Insieme a un collega abbiamo fermato uno di loro (Mangoshvili ndr): sotto alla maglietta nascondeva le scarpe che ha poi abbandonato sotto una macchina. Io non l’ho mai perso di vista, mentre subito dopo insieme a un’altra guardia abbiamo cercato di fermare il complice, fuggito. L’avevamo quasi preso, quando ci ha spinto ed è riuscito a scappare».
IL PROCESSO
L’unico imputato era quindi Mangoshvili. Che avrebbe poi offeso e minacciato la direttrice del punto vendita, una cinquantatreenne di Cascina, anche se lui nega tutto. La donna, ieri mattina, ha testimoniato: «Mi sono accorta di quanto stava accadendo perché è suonato l’allarme antitaccheggio appena queste due persone hanno oltrepassato le casse – ha spiegato – poi hanno iniziato a correre. Una volta fuori, visto che non li ho mai smessi di guardare, ho visto che uno di loro si era abbassato vicino a una macchina (per nascondere le scarpe ndr). Quando a uno dei due ho detto “Chiamo la polizia”, dato che voleva andare via, lui mi ha risposto offendendomi”, facendomi il gesto della gola sgozzata come a dirmi “Ti ammazzo”. Sono cose che succedono, non mi sono spaventata».
LA SENTENZA
L’avvocato aveva chiesto la riqualificazione del reato da rapina impropria a tentato furto, mentre il pubblico ministero quattro anni di reclusione. Il tribunale ha condannato Mangoshvili a tre anni e quattro mesi riconoscendo le attenuanti comuni per il danno patrimoniale di speciale tenuità e non le aggravanti per il reato commesso da più persone. «Farò ricorso – spiega l’avvocato Mazza – visto che il mio assistito nega di aver minacciato la direttrice del negozio».
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