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Rubato un motorino ogni 20 ore, Livorno seconda in Italia per furti di cinquantini
Nel 2021 in provincia sono stati 448 gli scooter spariti e spesso smontati o spediti in Africa
Livorno Un motorino rubato ogni 20 ore. Sono stati 448 in tutta la provincia di Livorno gli scooter spariti l’anno scorso. Il dato, fornito dal ministero dell’Interno al Sole24Ore, fa balzare il nostro territorio in cima alla classifica italiana della microcriminalità, grazie al secondo posto nazionale per furti di cinquantini (168 e 51,4 ogni 100.000 abitanti, un gradino sotto Trapani e uno sopra Napoli) e al quinto per i motocicli (280, 85,7 ogni 100.000 abitanti e dietro solo a Napoli, Genova, Palermo e Roma). I numeri sono relativi alle denunce presentate alle forze dell’ordine nel corso 2021, quindi a polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizie locali. È la prima volta che il primo quotidiano economico italiano analizza questa tipologia di reati predatori, ma purtroppo non è una novità che Livorno stabilisca questi record.
TANTISSIMI SCOOTER
A riconoscerlo sono gli stessi sindacati della polizia di Stato, come il segretario generale provinciale del Sap (Sindacato autonomo di polizia) Luca Tommasin. «A Livorno c’è un altissimo numero di motorini pro capite, probabilmente il più alto di tutta Italia – spiega – quindi il dato anomalo è spiegabile anche in questo modo. In ogni caso, visto l’indice della criminalità nella nostra provincia è alto, per noi il lavoro e i controlli aumentano considerevolmente e non è possibile subìre ancora tagli, perché altrimenti non riusciamo a garantire il presidio sul territorio».
SPESSO RITROVATI
I motorini, spesso, vengono ritrovati abbandonati dagli stessi proprietari dopo pochi giorni. Oppure dalle forze dell’ordine. «Capita – spiega una fonte anonima della questura – che gli scooter, specie i cinquantini, vengano utilizzati per le “spaccate” nei negozi o per mettere a segno altri furti. Se un ladro viaggiasse con un motorino a lui intestato, grazie alle telecamere cittadine, verrebbe probabilmente smascherato. In questo modo, invece, riesce ad aggirare l’ostacolo e quando verifichiamo il mezzo con cui si è mosso scopriamo, magari, che pochi giorni prima il proprietario lo aveva denunciato». Spesso, i malviventi, agiscono anche prima della denuncia del furto dello scooter. E non è un caso che in città, settimanalmente, poliziotti o carabinieri inseguano persone a bordo di motorini che poi, dal controllo delle targhe, scoprono essere rubati. Giovani, perché spesso coloro che vengono fermati sono sotto i 20 anni, che dopo aver rubato il mezzo a due ruote parcheggiato sono pronti a rischiare la vita non fermandosi all’alt delle pattuglie, fuggendo a tutta velocità per le vie della città. Notte o giorno, non importa, «capita a tutte le ore».
HONDA SH I “PREFERITI”
I preferiti, nonché quelli largamente più diffusi a Livorno, sono gli Honda Sh. Cilindrata 125. I ladri, dopo averli rubati, spesso li smontano pezzo a pezzo vendendone i ricambi oppure li immettono in un mercato parallelo, ovviamente illegale, con spedizioni all’estero, specie nei Paesi africani. Due anni fa, in un garage di Cascina, ne vennero sequestrati in un solo colpo 14: erano tutti spariti da Livorno e sarebbero stati smontati e venduti sotto forma di ricambi al miglior offerte in altre parti d’Italia. La Squadra mobile della questura denunciò per ricettazione un trentottenne livornese e un trentaduenne pisano, quest’ultimo il proprietario dell’autorimessa. Con un carro attrezzi, gli scooter, vennero riportato in città e restituiti ai proprietari che ne avevano denunciato il furto nei mesi e nelle settimane precedenti.
SPEDIZIONI IN SENEGAL
Tre anni fa, invece, la stessa polizia di Stato di Livorno – in collaborazione con la Squadra mobile di Pisa – sequestrò 19 scooter, sempre modello Honda Sh e 125 di cilindrata, in un container di Santa Croce sull’Arno, nella zona del Cuoio, pronti per essere spediti in Senegal con una nave in partenza dal nostro porto. Gli agenti, dopo il sequestro e la restituzione dei mezzi ai legittimi proprietari, hanno scoperto una vera e propria organizzazione criminale che si occupava del furto degli scooter, del trasporto nelle province limitrofe e poi – a seconda dei casi – dello smontaggio oppure del trasporto e della spedizione, attraverso le navi container, nei Paesi africani come appunto il Senegal. Il mercato dell’usato, lì, evidentemente è florido, specie se il prezzo di acquisto è zero, visto che nasce dal furto. Bastano poche centinaio di euro per un motorino. l
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