Il Tirreno

Livorno

L'intervista

Montenero, don Luca: «I nostri giovani si sono riavvicinati alla fede»

Claudia Guarino
Montenero, don Luca: «I nostri giovani si sono riavvicinati alla fede»

Il priore del santuario: «Tra i livornesi e Maria Santissima un forte legame»

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Livorno. Una città i cui giovani «in modo imprevedibile» si stanno riavvicinando alla fede. E un luogo in cui «tutti sentiamo, in maniera implicita o esplicita, la presenza della Madonna nelle nostre vite. Dunque di fronte a un pericolo scampato manifestiamo l’intenzione di accendere un cero a Montenero in segno di gratitudine». Ecco, in pochissime parole, Livorno e la fede secondo don Luca Bernardo Giustarini, priore del santuario di Montenero.

Don Luca, si può dire che la frase “mi è andata bene, ora vado ad accendere un cero alla Madonna” sia diventata praticamente proverbiale?

«È vero. Noi che stiamo a Livorno sentiamo questa presenza, implicita o esplicita, di Maria Santissima nella nostra vita. Anche quando accade qualcosa che non le abbiamo chiesto, se avviene noi diciamo che la Madonna ci ha fatto la grazia. Le faccio un esempio. Dieci minuti fa venivo su dall’Ardenza. Ho preso il bivio del Castellaccio e per un pelo, in moto, non mi sono scontrato con una macchina. Subito anche io ho detto: “grazie alla Madonna che mi ha salvato”. Mi è venuto automatico. Ma come viene a me viene anche a tutti i livornesi. Appena c’è un pericolo scampato tu pensi alla Madonna. E vai ad accendere un cero per gratitudine».

Qual è il rapporto che i livornesi hanno con la fede, in generale e con la fede nella Madonna di Montenero, in particolare?

«Per quanto riguarda la fede in generale noto che, pur avendo tanti bimbi in città non battezzati, c’è un buon numero di ragazzi che fanno religione a scuola, per esempio. Poi ci sono tanti ragazzi che con le attività parrocchiali si riavvicinano alla fede. E un riavvicinamento c’è. Inaspettato, non plateale. Ma c’è. Perché la chiesa cattolica è l’unico movimento religioso che sa mettere insieme le persone. Poi c’è il volontariato, come Caritas e Misericordie. E tutto ciò avviene anche nelle associazioni laiche. Questo vuol dire che dei valori, che noi troviamo comuni, nei giovani cominciano a ritornare. I ragazzi fanno volontariato e questa per Livorno è una grande conquista».

E per quanto riguarda, in particolare, la fede nella Madonna di Montenero?

«Tra la Madonna e Livorno c’è un forte legame. Per esempio la gente, guardando di sera dalle proprie case la croce illuminata del campanile, si segna. E se capita che si fulmini un braccio della croce, subito le persone telefonano per sapere che cosa è successo. Ognuno poi manifesta a suo modo la devozione e la fede alla Madonna. Una cosa è certa: su questo colle la Madonna emana delle grazie particolari. Ha un potere taumaturgico con la sua immagine miracolosa».

In quanti hanno ringraziato la Madonna nel Santuario con gli ex -voto?

«Abbiamo 12.000 ringraziamenti esposti. Poi c’è un’altra stanza piena di ex-voto che dovremo sistemare da un’altra parte perché in Santuario non c’è più posto».

A quali epoche risalgono?

«Si va dal 1770 ai giorni nostri»

Quali tematiche affrontano?

«Di vario tipo. Quelli più antichi parlano di naufragi, incidenti con le carrozze o con gli animali nelle stalle. Di gente che cade dalle impalcature e di persone schiacciate dai carri. Poi man mano che si va nell’età contemporanea macchine, motorini, persone che cadono da qualche altezza. Poi ringraziamenti per malattie e per guarigioni inspiegabili di cui si sta occupando la commissione medico teologica che il vescovo di Livorno ha nominato per vedere se sono grazie o miracoli. Comunque queste persone sono guarite».

Ci racconta la storia di una persona che ha ricevuto la grazia dalla Madonna?

«Per esempio è venuta una ragazza che aveva avuto un tumore. Venne qui affranta, prima di una visita di controllo e mentre era nella cappella dei ceri sentì un grande calore. Pensava che avesse preso fuoco qualche lumino, invece era lei. Poi si accorsero che qualcosa era cambiato. Era guarita. Lei ha portato la documentazione e l’anno prossimo verrà a sposarsi a Montenero per ringraziare la Madonna».

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di Redazione web