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Vuole la sigaretta e lo prende a pugni, dopo colpisce anche i carabinieri

di Claudia Guarino
Vuole la sigaretta e lo prende a pugni, dopo colpisce anche i carabinieri

Il 21enne era stato arrestato in piazza del Luogo Pio. Ora ha l’obbligo di dimora

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LIVORNO. Ha dato un pugno nel volto a un uomo per farsi consegnare una sigaretta elettronica. Poi, quando sono arrivati i carabinieri e l’hanno ammanettato, ha tentato di divincolarsi, colpendoli con gomiti e ginocchia. Per questo, con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, il 21enne marocchino Samir El Kniri è stato arrestato.

Ecco dunque spiegato che cosa è successo nella notte tra sabato e domenica in piazza del Luogo Pio. I residenti, lo ricordiamo, hanno cominciato a sentire baccano fuori dalle loro finestre intorno all’1.45 di notte, con il clou del caos che si è verificato alle 2.30. Hanno raccontato di aver visto un uomo fuggire a torso nudo, prima che fosse ammanettato dalle forze dell’ordine e portato via in auto.

L’uomo – secondo l’accusa – ha avuto una colluttazione con tre persone, sferrando un pugno al volto di uno di loro per farsi consegnare una sigaretta elettronica.

I tre hanno tentato di bloccarlo ma lui è riuscito a sfuggire alla presa, si è sfilato la maglietta e ha provato ad allontanarsi. Nel frattempo in piazza del Luogo Pio sono arrivati i carabinieri, chiamati da un paio di residenti infastiditi dal caos che proveniva dalla strada. All’inizio è intervenuta una pattuglia, poi anche una seconda.

Dopo è stato chiesto l’ausilio delle volanti della polizia di Stato, ma alla fine non c’è stato bisogno del loro intervento.

I carabinieri hanno bloccato El Kniri, che correva per la strada a torso nudo, e l’hanno ammanettato. Lui in un primo momento avrebbe opposto resistenza, colpendo (anche una volta ammanettato) i militari con le ginocchia e i gomiti. Dopo un momento di caos i carabinieri sono riusciti a far tornare la situazione sotto controllo e hanno portato il 21enne in caserma.

Ieri al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino si è tenuta l’udienza davanti al giudice Andrea Guarini. L’arresto dei carabinieri è stato convalidato e per El Kniri, difeso dall’avvocata Giulia Bottoni, è stato disposto l’obbligo di dimora nei comuni di Livorno e Collesalvetti (perché qui lavora) con l’ulteriore obbligo di rimanere in casa dalle 19 alle 7. L’udienza per il giudizio direttissimo è d’altra parte stata rinviata al 10 ottobre.


 

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