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Livorno

La struttura

Il Dolly, la Terrazza, la stazione. Ecco la Livorno per i malati di Alzheimer

Giulio Corsi
Il Dolly, la Terrazza, la stazione. Ecco la Livorno per i malati di Alzheimer

Una piccola città nella città realizzata dalla Svs dentro al Palazzo dei Portuali. Inaugurazione a ottobre, accoglierà 24 pazienti. Dentro bar, sartoria e fioraio

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Livorno C’è una piccola città dentro alla città, nella quale da ottobre, 24 malati di Alzheimer potranno passare le loro giornate ritrovando in miniatura la Livorno che conoscono, tra una passeggiata sulla Terrazza Mascagni e un caffè al bar Dolly, tra lo spettacolo del mare di Quercianella e la stazione di Piazza Dante, con la biglietteria, il tabellone con gli orari dei treni, l’altoparlante che annuncia arrivi e ritardi e lo scompartimento di un treno, dove potranno posizionare i bagagli, sedersi sulle poltrone bordò e iniziare un viaggio, verso Pisa e Firenze oppure verso Cecina guardando dal finestrino il ponte di ferro sullo Scolmatore, la campagna di Tombolo, l’aeroporto, o il passaggio dalle stazioncine di Ardenza e Antignano, dalla scogliera del Romito, dalle gallerie tra Livorno e Castiglioncello.

Scesi dal treno potranno fare dolci in una cucina-pasticceria, curare le piante nell’angolo del fioraio, cucire, tagliare, realizzare abiti in sartoria, rilassarsi su una poltrona vibroacustica, o in un salotto con camino, e poi attraversare a piedi nudi il percorso tattile e olfattivo nello spazio verde col mare davanti.

Questa piccola città nella città è il gioiello che la Svs – col supporto di Comune e Asl - ha realizzato dentro al palazzo dei Portuali, in uno spazio di 400 metri quadrati, che in origine ospitava gli spogliatoi e poi era stato adibito ad uffici e che adesso, completamente ristrutturato, è stato ribattezzato “SVS al Porto Centro Alzheimer”, servizio semiresidenziale diurno rivolto ad anziani non autosufficienti affetti da Alzheimer residenti a Livorno e Collesalvetti.

Il progetto è finalizzato a ritardare l’ingresso delle persone anziane in strutture residenziali e a supportare i care-giver nell’assistenza quotidiana ai propri congiunti. La gestione vedrà impegnati tre rami della Svs: la Svs Gestione Servizi, attiva nell’ambito dell’assistenza medica, infermieristica, fisioterapica e riabilitativa, la Svs Pubblica Assistenza e la Svs Humanitas, cooperativa sociale specializzata nell’assistenza alle persone non autosufficienti in ambito sociale e sociosanitario.

Proprio Asl e Comune invieranno 18 dei 24 ospiti che potranno usufruire della struttura. I posti rimanenti saranno assegnati direttamente dalla Svs. Le autorizzazioni sono arrivate nei giorni scorsi e il centro è pronto per essere operativo.

«L’inaugurazione cadrà nel periodo della Giornata Nazionale del Dono, d’altra parte ritengo che si tratti di un dono che Svs vuol fare alla città», spiega la presidente uscente dell’associazione Marida Bolognesi aprendo al Tirreno le porte della struttura proprio a ridosso della Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

«Il progetto si inserisce nell’attenzione crescente avuta in questi anni verso i servizi e la cura delle persone anziane e i temi riguardanti le patologie croniche, unisce gli obiettivi socio-sanitario e sanitario che un soggetto come Svs intende sviluppare sempre di più in coordinamento e interazione con la Asl e Comune e medici di medicina generale, cioè con l’offerta sanitaria pubblica di cui ci sentiamo parte – continua Bolognesi –. Vorrei ringraziare i tecnici e i professionisti che hanno collaborato a lungo, spesso da volontari per l’organizzazione degli spazi e delle procedure, nonché alla formazione e preparazione del personale che sarà dedicato a questo servizio».

L’imponente ristrutturazione, con l’installazione di un sistema di aerazione forzata, di locali attigui adibiti a spogliatoi per il personale, di lavanderia, di una stanza-attrezzature per funzioni sanitarie, di 7 bagni, è stata sostenuta dalla Svs. Ma un contributo fondamentale per dare completezza al progetto è arrivato da una serie di associazioni e soggetti privati: il Rotary Club Livorno ha investito sul treno, che è il cuore di una specifica terapia non farmacologica, chiamata terapia del viaggio, la Socrem ha acquistato l’ortoterapia e la stanza sensoriale, l’associazione Livorno Donna Onlus, che si occupa di aiutare le donne con tumore al seno, ha pagato la sartoria, un importante contributo è arrivato dalla società Saem Impianti. «Altre donazioni potranno aiutare altri acquisti e a sistemare l’area esterna che si affaccia su piazza del Pamiglione, per cui abbiamo chiesto l’adozione al Comune di Livorno perché possa divenire, rimanendo area pubblica, anche uno spazio Alzheimer friendly con percorsi dedicati», aggiunge Bolognesi.

La struttura sarà caratterizzata per l’ampio utilizzo di terapie non farmacologiche, cioè tecniche terapeutiche per l’interazione e la costruzione di un nuovo equilibrio relazionale, che migliorino la qualità della vita degli ospiti ma anche di chi è preposto alla sua cura, riducendo disturbi comportamentali e funzionali propri delle demenze più avanzate. Ecco dunque la terapia del viaggio, nota al grande pubblico anche grazie al commovente documentario dell’attore e regista livornese Paolo Ruffini: lo spazio è allestito con un vero e proprio scompartimenti ferroviario, utilizzando gli arredi e le caratteristiche di una littorina Fs, con sistemi e attrezzature che rievocano una carrozza ferroviaria degli anni 60/70. La terapia si sostanzia in un viaggio che consente alla persona con demenza una fuga controllata e stimolata dal centro verso luoghi familiari, così da facilitare la narrazione di ricordi, esprimere emozioni legate alla vita trascorsa, ridurre momenti di disagio comportamentale.

Mentre la stanza sensoriale con poltrona vibro-acustica è studiata per il benessere e la stimolazione multisensoriale, con una illuminazione particolare e un diffusore di aromi, un po’ come se si fosse in un centro benessere.

La struttura aprirà tutte le mattine alle 9 e accoglierà gli ospiti fino alle 17, dando loro colazione, pranzo e merenda. Un pulmino passerà mattina e pomeriggio per prenderli e riportarli a casa. Il personale, che è stato formato negli ultimi due mesi, sarà molto variegato e sarà formato da medici, in particolare geriatra e neurologo, fisioterapista, psicologo, educatore, operatori assistenziali e infermieri.

«Questo luogo a cui abbiamo lavorato con particolare cura e affetto non avrà la funzione di un parcheggio – sottolinea Bolognesi –. Sarà invece il posto in cui si lavorerà per mantenere o riattivare funzioni cognitive attraverso le attività, un ambiente bello – perché gli anziani devono stare in ambienti belli – con funzione terapeutica per ritardare la progressione della malattia».

Non c’è a Livorno e in tutta la Toscana un luogo e un progetto pensati in questo modo. «È stato un grande sforzo per noi, ma siamo felici di mettere a disposizione delle famiglie livornesi qualcosa di nuovo e importante». l

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