Sicurezza
Livorno, al pronto soccorso c’è un’aggressione ogni mese
Il primario: «In genere sono pazienti psichiatrici o ubriachi»
LIVORNO. Un’aggressione al mese ai danni degli operatori sanitari del pronto soccorso. E una lunga serie di nervosismi che, comunque, riescono a essere contenuti, «anche grazie all’aiuto dei vigilantes e dei poliziotti del posto fisso». A fare il punto della situazione è il direttore del pronto soccorso dell’ospedale di Livorno, Luca Dallatomasina. «Negli ultimi mesi di aggressioni vere e proprie – racconta il primario – ce ne sono state due, entrambe a opera di pazienti psichiatrici. In un caso un paziente si è avventato contro un nostro infermiere, ferendolo, e nell’altro sono state danneggiate le suppellettili del pronto soccorso. Si può dire che ci sia un’aggressione al mese, ma in genere sono pazienti psichiatrici, ubriachi o che si trovano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti». Alle aggressioni vere e proprie si aggiungono i nervosismi: c’è chi, impaziente, alza il tono di voce e chi dà in escandescenze. E in questi casi non di rado viene chiamato il 112, tanto che al pronto soccorso capita che arrivino le pattuglie dei carabinieri o le volanti della polizia di Stato. Com’è successo, ad esempio, domenica scorsa, quando i poliziotti sono intervenuti per calmare un uomo entrato con una ferita da taglio alla mano. «Capita di trovare persone verbalmente minacciose, che poi non aggrediscono il personale. In questi casi, di norma, nel momento in cui interviene qualcuno in divisa la persona agitata si calma. Ecco perché è importante che al posto fisso ci sia qualcuno e in questa direzione va la riorganizzazione che è stata fatta di recente».
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