Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Muore a 67 anni storico elettricista. Ha riparato impianti di mezza città

Claudia Guarino
Muore a 67 anni storico elettricista. Ha riparato impianti di mezza città

Francesco Cecere ha avuto un arresto cardiaco in casa

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LIVORNO. Ha riparato gli impianti elettrici di mezza città. Tra case private, attività commerciali e mercati. «Era un grande uomo, sotto tutti i punti di vista: un grande padre, un grande amico e un grande lavoratore». È così che il ristoratore Marco Brucioni, con la voce increspata dalla commozione, parla di Francesco Cecere, elettricista molto conosciuto in città e suo amico da una vita. Cecere è morto nella nottata di mercoledì, per un malore, nella sua casa di via Botticelli,

Il medico del 118, arrivato a bordo dell’ambulanza della Svs di via San Giovanni, non ha potuto far altro che constatare il decesso. Cecere aveva 67 anni e lascia un grande vuoto nei cuori dei tre figli Elisa, Christian e Francesco e della moglie Annamaria.

Il lavoro
Era un uomo appassionato, Francesco. Del suo lavoro, della sua famiglia e dei suoi tanti hobby. Per anni ha mandato avanti un’attività di elettricista che aveva la sua base in via Grande. Quella stessa attività, la F. c. Solar, che adesso si trova in via Cestoni e che è gestita dal figlio Francesco junior. Aveva iniziato a lavorare da giovane, dopo gli studi da perito elettronico e, con gli anni, si era fatto apprezzare in città. «Franco, così lo chiamavamo tutti, era un grande elettricista – dice Brucioni, che con Cecere ha lavorato insieme per trent’anni – . Si è occupato, tra le altre cose, di effettuare manutenzioni nelle farmacie, al mercato del pesce e nelle concessionarie di auto».

«Era un grande uomo»
E il suo era un lavoro che amava molto, che ha continuato a svolgere fino all’ultimo. Tanto era appassionato di tecnologia. Nella sua attività ricercava sempre l’innovazione. E si dava sempre molto da fare per risolvere i problemi, sia di impianti che legati alla vita di tutti i giorni. «Lui c’era sempre. Per qualunque cosa e per tutti. Sia per riparare gli impianti elettrici sia come persona. Se avevi bisogno di un aiuto di qualsiasi tipo lui o dava un indirizzo per risolvere il problema lo risolveva direttamente». Su di lui, insomma, si poteva fare affidamento. E, nel corso del tempo, la sua professione l’ha insegnata e tramandata. «Può essere considerato il maestro degli elettricisti».

Le passioni
E un uomo molto dinamico che, oltre all’elettronica, amava lo sport e i motori. Prima di tutto gli piaceva sciare. «Racconto un aneddoto, che spesso tiravamo fuori, io e lui, per farci una risata. Un giorno eravamo a Bolzano. Lui si fece male al ginocchio facendo una pista nera. Io cercai di aiutarlo con del ghiaccio. Ma lo riempii a tal punto che rischiò di avere una congestione».

Poi c’era la passione per le auto. E per gli orologi: pare che riuscisse a riconoscerne uno falso «anche a otto metri di distanza». E la sua era una personalità conviviale, altruista. Chi lo conosceva lo descrive come una persona che amava la vita e che si faceva in quattro per aiutare gli altri. «Con lui ho condiviso quasi tutto. Sono stati trent’anni intensi. Quando ho saputo della sua morte è come se fosse mancata una parte di me. Franco era un grande».

Il funerale
La salma di Francesco Cecere è stata esposta ieri alla camera mortuaria del cimitero comunale dei Lupi. E adesso chi volesse dargli un ultimo saluto potrà farlo oggi. Il corpo partirà alle 15.50 dai Lupi è sarà trasportato da un mezzo del servizio di onoranze funebri della Svs di Livorno, alla chiesa di Santa Giulia. Qui sarà celebrato il funerale di uno degli elettricisti più noti della città. Poi la salma sarà cremata.

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