Gioco
«Lo scirocco ha cambiato tutto e il maltempo è andato verso sud»
Marconi, numero due della Protezione Civile spiega l’evoluzione del bollettino durante la notte di mercoledì cominciata con la paura e finita senza pioggia
LIVORNO. La montagna che ha partorito il topolino. Meno male. L’allerta gialla dichiarata dalle 20 di mercoledi che diventava arancione dalla mezzanotte fino alle 7 del mattino di ieri, è stato un bluff di Giove pluvio, la divinità greco-romana signore delle piogge e delle tempeste. Da almeno 5 anni lo temiamo, perché quando bussa, il suo passaggio può lasciare il segno.
Un’allerta che era arrivata sgradita più del solito come fosse una cartella delle tasse, perché cadeva pure in coincidenza dell’apertura delle scuole. Il sindaco aveva pertanto deciso che cessando la massima criticità un’ora e mezzo prima del suono della prima campanella, gli istituti sarebbero regolarmente stati aperti, salvo che il codice arancione si fosse protratto rispetto a ciò che previsto. Nel qual caso, i dirigenti scolastici e la Protezione civile in primis avrebbero valutato al momento. Chiaro pure l’invito ai cittadini a seguire l’evoluzione degli eventi e raccogliere informazioni dai canali ufficiali.
Il meteo, questo pazzo
Sarà che molti sono cresciuti ascoltando tutti colonnelli dell’areonautica che si sono avvicendati la sera prima dei telegiornali: da Bernacca, Morico (quello che assomiglia Kit Carson, l’amico di Tex Willer) a Guidi. La tecnologia è migliorata. Ma le variabili restano ed è il motivo per cui una previsione resta una previsione ed è fallace. Può ingannare, insomma. La metereologia è una scienza, ma non esatta. Basta un non nulla e gli scenari cambiano. Quel che non cambia, è la veglia della macchina comunale, quando da Firenze arrivano segnali di attenzione.
A spiegare cosa fortunatamente non è accaduto sul nostro cielo, è Massimiliano Marconi, numero due della ProCiv di Livorno. «Abbiamo attivato prima tutte le procedure di allerta gialla, con il centro situazioni di monitoraggio strumentale, attivo dalle 20. Con la mezzanotte, e l’arrivo dell’allerta arancio si è attivato il centro situazioni con presidio tecnico operativo. Quindi, monitoraggio “in continua” strumentale degli apparecchi in sala operativa. Radar, evoluzione degli eventi, controllo dei pluviometri, controllo invasi e pronti ad ogni azione sul territorio».
Ma cosa è accaduto per cui alla fine, quel che doveva piovere su Livorno ha finito col dirottare sul grossetano? Ancora Marconi, riprende. «C’era uno scenario di temporale estivo che notoriamente si caratterizza attraverso tre condizioni: rapido sviluppo, estensione limitata e evoluzione irregolare. Significa che non puoi prevedere dove si svilupperà la cella. Puoi prevedere quale territorio ha comunque condizioni favorevoli allo sviluppo del temporale. C’era quindi uno scenario largo senza sapere dove, quando, come e con quale intensità». A Grosseto, paradossalmente l’allerta era prevista non oltre il giallo... «A cambiare le carte in tavola è stato lo scirocco e le condizioni di instabilità del fronte in arrivo dall’Atlantico. C’era una cella formata a largo della Corsica, con direzione sud ovest, nord est, che veniva perpendicolare alla linea di costa. Quindi, verso noi. Chiaramente, il rovescio può arrivare un po’ più a nord o un po’ più a sud. Ha finito per scaricare sulla Maremma. Anche se non è stato un disastro, per fortuna. Situazione di forte instabilità ma nulla di che». Alla fine, due gocce su Livorno si sono però viste però. «Si, un temporalino con cella formata tra Gorgona e Livorno. Poca energia, i pluviometri si sono appena mossi».
Insomma, se è vero che nulla è successo, scomodare via social Esopo e la sua favoletta “Lo scherzo del pastore” detta anche “al lupo al lupo”è di cattivo gusto. Viaggiare informati (nella vita) è la migliore cosa. Con un piccolo sforzo, potrebbe tornare di moda.
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