Il Tirreno

Livorno

Cacciucco pride

Incognita pioggia sulla kermesse, la cena dei 500 al terminal Crociere

di Simone Fulciniti
Incognita pioggia sulla kermesse, la cena dei 500 al terminal Crociere

Antico Moro, Cantina Senese, Stuzzicheria e L’Ancora: ecco i menù

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LIVORNO. È ufficiale: lo chef Cristiano Tomei parteciperà come guest star alla “Cena dei cinquecento” di sabato che nel frattempo, per evitare il maltempo, si sposta da via Grande alla Sala del Terminal Crociere (inizio ore 20). Tomei coglierà l’occasione per fare anche un intervento davanti ai commensali che parteciperanno alla serata gourmet dedicata al Cacciucco e impreziosita dalla suggestiva performance dello Sky Piano. Biglietti ancora disponibili su www.cacciuccopridelivorno.it .

I RISTORANTI

Alessandra Corsini è titolare dell’Antico Moro di via Bartelloni. Un ristorante che ha fatto la storia di Livorno. «Il cacciucco è quotidianamente in carta, la ricetta è stata tramandata ed è sempre quella: cambiano solo i cuochi e le cuoche. L’importante è che si siano tutti gli ingredienti freschi e buoni. Le cotture sono differenziate e i particolari li sanno in cucina. La ristorazione ha delle esigenze particolari». Chi assaggia, poi torna. «Noi lavoriamo con i forestieri. I livornesi che arrivano sono “fidelizzati": gente che aveva la fidanzata e oggi ha i nipoti grandi. Oppure accompagnano qualcuno che arriva da fuori e vuole andare a mangiare il Cacciucco fatto come si deve. Altrimenti se lo fanno direttamente a casa». Alessandra, pur evidenziando l’importanza del Cacciucco Pride, si dice delusa. «Onestamente lo sono un po’, per diversi motivi. Preferivo quando la manifestazione si faceva a giugno, in apertura di stagione. E poi non c’è stata una promozione adeguata; non tempestiva, come succedeva prima. E per la cena dei 500 sarebbe stato carino coinvolgere anche noi ristoratori a 5c». Paolo Sanna è titolare della Cantina Senese in Borgo Cappuccini, anche il suo Cacciucco non ha segreti particolari. «Cerchiamo di mantenere vivo lo stile della cucina tipica livornese - dice - rimanendo vicini alla tradizione. Cercando un compromesso per ottimizzare un piatto che possa essere gradito da tutti». Un piatto entrato di diritto nel menù. «Noi lavoriamo al 70% con persone che vengono da fuori. Prima lo facevo una volta alla settimana, adesso tutti i giorni per questo motivo».Francesco Burini è il titolare della Stuzzicheria di Mare di piazza Mazzini. «Per noi è il piatto più semplice e consumato di tutto l’anno - spiega -, quindi, nessun segreto ma normale routine. In modo semplice e tradizionale». Un piatto che catalizza l’attenzione di chi viene da lontano. «Chi arriva da fuori lo vuole assaggiare. Ma vengono anche tanti livornesi. Il turista passa apposta per quello. E piace molto. Prendi il cacciucco e poi ci bevi dietro il ponce sei a posto. Li mandiamo via felici». Sarah Cazzorla è proprietaria del ristorante L’Ancora, in Venezia (scali delle Ancore) racconta il Cacciucco visto come fatto generazionale. «Le 5c le abbiamo ottenute da qualche anno. Eravamo lì dall’inizio di “Cacciucco pride”. Abbiamo visto l’evoluzione della festa, e ci siamo avvicinati alle varie richieste dei livornesi. Se inizialmente la richiesta prevedeva il piatto tradizionale “liscoso”, adesso le cose cose sono cambiate, perché i giovani non le gradiscono. Quindi, pur mantenendo le richieste dai più maturi, cerchiamo di andare incontro ai nuovi gusti, che non amano la “lisca”».
 

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