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Livorno, con 78 telecamere Coteto diventa a prova di ladri: come funziona il nuovo sistema di controllo del quartiere

di Flavio Lombardi
Livorno, con 78 telecamere Coteto diventa a prova di ladri: come funziona il nuovo sistema di controllo del quartiere

Lavoreranno grazie alla fibra ottica interrata su 7 chilometri: costo dell’operazione circa 500mila euro

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LIVORNO. Sono passati tre anni con una pandemia in mezzo. Tre anni, da quell’agosto di fuoco del 2019 con i residenti in sommossa per i continui furti perpetrati nei loro appartamenti, brutti ceffi che comparivano e sparivano come folletti, dando dimostrazione di aver studiato nei dettagli punti di fuga eventuali per non essere poi intercettati dalle volanti che venivano chiamate. Di notte, col favore dell’oscurità, era tutto ancor più facile. Si ricorda ancora quel giorno in cui un venditore di antifurti infiltrato tra la folla, fra una domanda e l’altra che la gente faceva al primo cittadino, presentava i suoi prodotti. Sembrava un film di Totò. Poi, all’improvviso, i ladri si allontanarono. L’attenzione era cresciuta e per loro diventava più arduo ogni tentativo.

La novità presentata nella mattina di mercoledì 14 settembre è che ora per chi delinque è tutto più difficile. Sono ormai pronte 78 telecamere (per un costo di 500 mila euro) che lavoreranno grazie alla fibra ottica interrata su 7 chilometri. Per inizio del 2023 saranno operative. I lavori sono iniziati il 12 settembre, sono già state ultimate indagini in alcuni cavidotti e si proseguirà così con la fase di installazione, fino al 31 dicembre. Nel frattempo, sarà perfezionata anche la fase istruttoria della privacy. Da gennaio, finalmente, le immagini saranno fruibili dalle forze di polizia. «Abbiamo ragionato sulla prospettiva di un maggior controllo del territorio grazie anche a un bando regionale a cui abbiamo partecipato - dice Luca Salvetti - finanziato in quota parte dalla Regione Toscana, per arrivare all’installazione di questi strumenti tecnologici di videosorveglianza che servono per la sicurezza dei cittadini, ma anche per la gestione della mobilità urbana». C’è voluto tempo per raggiungere l’obiettivo fissato all’epoca, dice il sindaco. «La lotta con la burocrazia, ti sfinisce. Mettere le telecamere è nulla. C’è da intraprendere il percorso per i finanziamenti, quello per l’aquisto, i riferimenti sulla privacy e la gara di appalto. Una strada lunga e tortuosa l fatta in Covid era. Ma abbiamo esaurito il compito e avremo adesso un’altra visione anche sul quartiere».
Il questore, Roberto Massucci, annuisce e prende la parola. «Auspico che si continui in questa attività di messa in sicurezza della comunità nel contesto livornese che vorrei dire, ha già un ottimo sistema di videosorveglianza. La dimostrazione è la risposta che le forze dell’ordine danno ogni volta che accadono certe situazioni. Il Sindaco ricordava le situazioni di illegalità che si sono consumate in questa zona che poi sono terminate con il massiccio presidio di forze dell’ordine. Un esame di vulnerabilità oppure no, che anche le organizzazioni criminali fanno. Le città non si possono più permettere punti deboli, e quindi è necessario che dal punto di vista strutturale ci siano quegli strumenti che, se è vero che non impediscono il consumarsi di un reato, consentono poi di rendere certa la cosiddetta paura delle conseguenze. Il fatto accade, i responsabili vengono identificate e con i tempi che l’ordinamento giuridico vigente consente, vengono poi puniti Si va verso la direzione giusta».
Il sindaco, ricorda l’importanza delle presenza dei vigili urbani e i baschi rossi (i vigili di quartiere) che, con le nuove assunzioni, saranno centrici per avere un rapporto diretto con i cittadini.
Annalisa Maritan, comandante del corpo della Municipale, lo puntualizza. «Portiamo avanti il progetto di decentramento e prossimità, quindi controllo capillare del territorio. Con l’organico rafforzato, saremo in grado di garantire questo percorso. Le telecamere sono di ultima generazione con riconoscimento targa, colore delle carrozzerie e molto altro, rendendo più semplice ogni ricerca. Per i primi di ottobre, al via l’incontro per controllo di vicinato, sicurezza partecipata, l’aiuto dei cittadini, anche in questo quartiere».

L’argomento sicurezza è di estrema attualità a Livorno, come altrove, e questo passo dà messaggi chiari. Qualcuno domanda al sindaco sulle telecamere nella Venezia e delle difficoltà dei residenti di quel quartiere a recepire che il controllo ci sia. L’esempio portato è quello di macchie di sangue rinvenute su degli scalini in Piazza del Luogo Pio. Interviene il questore. «Un episodio di cui abbiamo avuto contezza in pronto soccorso ma non parlerei di accoltellamento come qualcuno sostiene. Sicuramente all’ospedale è arrivata una persona con ferita alla mano. Resta da vedere come se l’è prodotta. Questi sono i fatti. Le telecamere riusciranno a far capire bene cos’è accaduto. Ma è chiaro che, come ho detto prima, la tecnologia è utile per risalire ad autori di fatti violenti o criminosi. Non evitano tuttavia che vengano consumati». Quel che è certo, è che la rete di Livorno è tornata utile per identificare tanti balordi nel recente passato. Dagli autori di spaccate, agli episodi di Via Buontalenti, Via Cambini, Piazza Attias,e Venezia. Nessuna l’ha fatta franca.

La prossime “coperture”, già individuate. Piazza Barriera Margherita, la piazza di Shangay, Piazza Saragat, Via Provinciale Pisana. Poi, l’area mercatale per la quale si spenderanno 800 mila euro per la riqualificazione di Piazza Cavallotti e i banchi coperti di Via Buontalenti.




 

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