La protesta
Svelati i ristoranti a “5C”: ecco dove mangiare il cacciucco originale
Livorno, presentata l’iniziativa con i locali che offrono la ricetta certificata per il "Pride. L’assessore Rocco Garufo: «Chi viene assaggerà un piatto unico»
LIVORNO. Una conferenza stampa per presentare quelli che sono i ristoranti a 5C e quelli che saranno accreditati tali per i tre giorni di “Cacciucco Pride”. Evento che si annuncia scoppiettante e che, ovviamente, vede il piatto labronico per eccellenza quale gustoso protagonista. «Volevamo mettere in risalto la struttura portante dell’evento – dice l’assessore al turismo Rocco Garufo – il coinvolgimento dei ristoratori. C’è stato un bel lavoro di certificazione e riqualificazione del nostro piatto storico. Una circostanza nella quale non possiamo proporre un prodotto scadente, ne dell’immagine della città. Chi viene deve assaggiare un piatto unico. La ricetta “5C” prevede una preparazione rigorosa, pesci di un certi tipo, sostituibili solo entro certi limiti». Ombretta Bachini, presidente di ProLoco Livorno, entra nel dettaglio di un meccanismo di selezione attenta e puntuale. «In questi ultimi anni – afferma – a causa delle restrizioni, non siamo stati in grado di poter certificare altri ristoranti. La differenza tra i 12 che abbiamo certificato e gli altri, sta nel fatto che i primi offrono una garanzia per tutto l’anno, osservando scrupolosamente le regole del disciplinare, come, ad esempio, l’imperativo di dover presentare due volte alla settimana il cacciucco». E prosegue: «Gli altri che aderiscono al “Cacciucco Pride”, offrono all’incirca la stessa qualità e anche loro per i tre giorni hanno sottoscritto una sorta di disciplinare, con tutta una serie di paletti inderogabili». Ci sarà anche un piccolo “contest” nei tre giorni dell’evento. «Nei ristoranti certificati, quest’anno, faremo una sorta di indagine, per valutare la soddisfazione del cliente. Il vincitore verrà nominato ambasciatore del “Cacciucco 5C” per l’anno 2022/2023».
Bachini non vuol sentire parlare di operazione di marketing o commerciale. «Non diciamo ai ristoratori come dover cucinare il cacciucco. Gli diciamo semplicemente cosa metterci, quali ingredienti utilizzare. La definirei piuttosto un operazione di qualità». Undici totem trifacciali verranno sistemati in città. «Ogni facciata ha una caratterizzazione – spiega Adriano Tramonti (Lem) – una per i ristoranti certificati, una per tutti quelli accreditati; nella terza c’è un approfondimento sulla cena dei 500». Annalisa Coli di Confesercenti guarda già al futuro. «Andrebbe valutata con largo anticipo, nell’ottica dell’edizione 2023, l’opzione di coinvolgere la Regione nell'organizzazione. Per poter alzare ulteriormente l’asticella: spingendo magari Livorno oltre i confini regionali. Spinta che darebbe al “Cacciucco Pride” un risonanza di livello nazionale». Ecco i ristoranti a 5C: trattoria La Lupa, osteria La volpe e l’uva, Granduca, L’Ancora, Gennarino, I’m Pasta, trattoria Antico Moro, Porto di Mare, Cantina Senese, Kavarna Vinarna, Stuzzicheria di Mare, La Persiana. Questi invece i ristoranti accreditati nei giorni della manifestazione: Cantina Nardi, osteria La Barrocciaia, enoteca Faraoni, Al Fosso Reale, Pizzino in città, Il Covo, osteria Red, La Parmigiana, Circolo Arci San Jacopo, Stuzzicheria in Venezia, Il Sentante, La Sgranata, Alle Vettovaglie, Osteria Zio, Circolo Arci Ardenza, Circolo Arci “Le Mi Bimbe”, Il Cassettone della Nonna, Kirù, La Pina d’Oro, Azzighe, Forte San Pietro, Pituca One, In Caciaia e Il Giro di Boa. l
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