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Piante di cannabis nel podere. In tre arrestati dai carabinieri
Il giudice ha poi disposto l’obbligo di dimora. Ecco chi sono
LIVORNO. Coltivavano – secondo l’accusa – marijuana in un podere alle porte della città. Ed è per questo che tre livornesi sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di produzione illecita di sostanze stupefacenti. Si tratta del 53enne Massimo Barsotti, del 27enne Mattia Romiti, entrambi difesi dall’avvocato Giacomo Giribaldi e del 34enne Thomas Guerrini. Tutti e tre livornesi. In totale i carabinieri della Compagnia di Livorno guidata dal maggiore Ugo Chiosi hanno sequestrato circa un chilo di hashish confezionato in panetti da 50 grammi, 500 grammi di fiori di marijuana già essiccati, 37 piante di cannabis in coltivazione dell’altezza media di 120 centimetri, attrezzatura di vario genere per la coltivazione tra bilance attrezzi da lavoro, fertilizzanti e materiale per confezionare lo stupefacente
La piantagione di cannabis è stata scoperta dai carabinieri della stazione di Montenero e si trovava in un podere di via delle Gore.
I militari dell’Arma avevano avuto notizia di movimenti sospetti in quella zona, dove ci sarebbe stato un andirivieni di persone all’apparenza ingiustificato. I numerosi servizi di pedinamento, osservazione e controllo svolti dai carabinieri della stazione di Montenero con l’ausilio della sezione operativa della Compagnia di Livorno hanno permesso di individuare lo stupefacente e i tre presunti artefici della coltivazione di cannabis.
A seguito di tutti gli accertamenti ritenuti necessari c’è stata quindi l’irruzione all’interno del podere dove sono poi stati arrestati i tre livornesi.
Sembra che i tre siano stati trovati mentre si stavano occupando di coltivare e curare le piante predisponendo anche raccolta, essiccazione e preparazione al consumo. Le piante e la droga presenti sono stati quindi sequestrate.
I tre uomini, arrestati, sono stati portati alla casa circondariale delle Sughere in attesa di essere sottoposti all’udienza di convalida, a seguito della quale sono stati scarcerati. Il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di Livorno con permanenza in casa dalle 21 alle 6 della mattina. In settimana dovrebbero essere d’altra parte effettuati una serie di esami tecnici sulle piante per valutarne il principio attivo.
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