Il Tirreno

Livorno

Il tenente colonnello Armando Ago saluta Livorno: «Colpito dalla solidarietà dei cittadini»

Stefano Taglione
Il tenente colonnello Armando Ago durante il saluto alla città
◗
Il tenente colonnello Armando Ago durante il saluto alla città

Il comandante del reparto operativo, analista del comando provinciale, ora insegnerà alla scuola marescialli di Firenze. Sotto la sua direzione grandi successi investigativi e il secondo più importante sequestro di cocaina d'Italia: «I livornesi, un grande popolo che sa reagire alle tragedie. Tornerò spesso qui. Io e la mia famiglia accolti benissimo»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Sono arrivato qui cinque anni fa, subito dopo la terribile alluvione. Dei livornesi mi ha colpito la voglia di reagire alla tragedia e la loro grande solidarietà. Aspetti che in questo lasso di tempo ho continuato ad apprezzare, che non sono mai venuti meno. Il mio legame con la città non si affievolirà mai, nel fine settimana tornerò molto volentieri da privato cittadino».

Il tenente colonnello Armando Ago saluta il comando provinciale dei carabinieri, dove dal settembre del 2017 è stato il comandante del reparto operativo. Arrivato dalla Spezia, dove dirigeva il nucleo investigativo, andrà a insegnare alla scuola marescialli di Firenze. Al suo posto il pari grado, in arrivo da Sondrio, Rocco Taurasi. Numerose le operazioni messe a segno insieme ai colleghi nel quinquennio labronico, come il maxi-sequestro di 3,3 tonnellate di cocaina in porto subito prima dell’inizio dell’emergenza Covid, la “Geppo Calatruria” e i casi di usura ed estorsione venuti alla luce grazie all’operato dei militari dell’Arma, l’ultimo nell’agosto scorso. Successi investigativi che hanno colpito anche la criminalità organizzata. Ma non solo: arresti anche per i cosiddetti reati minori, come furti e rapine, che hanno visto la pronta risposta degli uomini e delle donne di viale Fabbricotti.

Il tenente colonnello, apprezzato analista per il comando provinciale, è stato anche componente del gruppo interforze in prefettura. «Devo ringraziare il prefetto Paolo D’Attilio – dice – così come tutto l’ufficio. La procura, ovviamente, in particolare il procuratore Ettore Squillace Greco e gli altri pubblici ministeri. E la stampa, con cui i rapporti sono sempre stati ottimi e di reciproca stima. Vado via in un momento storico molto particolare, ci sono diverse indagini in corso e i colleghi che lascio sapranno dare risposte puntuali. Della città mi resterà sempre un bellissimo ricordo, perché io e la mia famiglia siamo stati accolti benissimo e siamo stati magnificamente. Per questo mi dispiace. Ora andrò a insegnare, dopo 20 anni consecutivi in cui mi sono occupato di polizia giudiziaria. E continuerò, naturalmente, a leggere le notizie sul Tirreno.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web