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Alluvione a Livorno: «Nogarin è disinteressato dell’allerta», «No, è stato un corto circuito». Le due consulenze a confronto

Stefano Taglione
Alluvione a Livorno: «Nogarin è disinteressato dell’allerta», «No, è stato un corto circuito». Le due consulenze a confronto

Il destino dell’esponente del Movimento 5 stelle si gioca sulle perizie

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Livorno Due perizie che sostengono tesi diametralmente opposte. Da una parte quella della procura, i cui consulenti sono stati già ascoltati in tribunale. Dall’altra quella della difesa, redatta dal professor Nicola Casagli, docente ordinario di geologia applicata all’università di Firenze. È soprattutto sulle consulenze che si gioca il destino processuale dell’ex sindaco Filippo Nogarin, dopo l’assoluzione dell’allora capo della protezione civile Riccardo Pucciarelli rimasto l’unico imputato per il reato di omicidio colposo plurimo.

«SI È DISINTERESSATO»

Secondo i periti dell’accusa – gli ingegneri Enio Paris, Pietro Prestininzi, Gabriele Savorani, Domenico Trovato e il geologo Silvano Carmignani – «Nogarin, informato alle 15 di sabato 9 settembre dal geometra Luca Soriani della presenza di un’allerta meteo arancio, non si cura di coordinare la struttura di protezione civile e si disinteressa della situazione fino al giorno dopo. Di fatto disattende il ruolo del sindaco come apice della protezione civile comunale». È un punto focale della relazione redatta su disposizione del pool della procura che indaga sull’alluvione – composto dal procuratore Ettore Squillace Greco e dalle sostituto Sabrina Carmazzi e Antonella Tenerani – con l’ingegner Prestininzi, ascoltato in aula a metà luglio, che ha aggiunto come «Leonardo Gonnelli (colui che guidava la protezione civile prima di Pucciarelli ndr) da geologo sarebbe stato in grado di gestire la situazione meglio di un geometra (si riferisce a Luca Soriani, il reperibile quella notte ndr). Avrebbe potuto ad esempio far capire che eravamo in presenza di un evento che avrebbe messo in crisi il reticolo idraulico minore e in base alla mia esperienza posso dire che un tecnico avrebbe avuto la sensibilità di comprendere di come l’evento non si sarebbe limitato al tessuto stradale. Avrebbe potuto dislocare in punti precisi il personale per la sorveglianza dei luoghi critici, in modo che al monitoraggio potessero seguire azioni più concrete». La tesi dell’accusa, insomma, è che la riorganizzazione comunale abbia indebolito oltremodo la protezione civile, al punto da renderla inefficace. Nonostante, come ammesso dagli stessi periti, il nubifragio fosse stato contraddistinto da una portata eccezionale, difficilmente contrastabile, con tempi di ritorno storici «nell’arco di mille, duemila anni» e che, con un’allerta arancio, l’apertura del Coc (il centro operativo comunale ndr) non fosse obbligatoria.

«UN CORTO CIRCUITO»

Viceversa, la perizia della difesa, parla di «un corto circuito comunicativo» tradotto «nell’impossibilità di riferire tempestivamente al sindaco le condizioni meteo e quelle dei corsi d’acqua del reticolo minore, le quali avrebbero dato luogo a un suo tempestivo intervento». Secondo Casagli «risulta evidente che Nogarin, non informato celermente dell’evolversi degli eventi, sia stato impossibilitato a eseguire qualsiasi azione, tra cui dare avviso al prefetto. Su questo punto è da notare che nemmeno i sindaci delle aree limitrofe colpite dalle eccezionali piogge (Collesalvetti e Rosignano Marittimo) hanno ritenuto di avvertire il prefetto, non avendo potuto aver contezza ex ante della reale portata del fenomeno». Nella consulenza si evidenzia come Luca Soriani, il tecnico reperibile, avrebbe telefonato a Nogarin troppo tardi (il primo tentativo è delle 4.56)

«SETTORE POTENZIATO»

Mentre sul depotenziamento della protezione civile – fra i punti contestati dalla procura, visto che poche settimane prima erano stati rimossi tre geologi fra cui il dirigente Leonardo Gonnelli sostituito con Pucciarelli – il consulente ritiene che «la riorganizzazione non è compito del sindaco, ma un provvedimento della giunta» e che «l’accorpamento nella municipale è pratica diffusa in numerosi Comuni». Sempre secondo il professore l’integrazione avrebbe comportato «un aumento del personale disponibile o reperibile». «Una scelta analoga a quella di Nogarin – recita la perizia – è stata fatta da Luca Salvetti, in quanto la protezione civile è ancora incorporata nella municipale, e la dirigente è la comandante stessa, Annalisa Maritan, laureata in giurisprudenza». «La protezione civile – è la sintesi – si basa su una pluralità di competenze, quindi non è corretto sostenere che un geologo risulti sempre la figura professionale più adatta a ricoprire tale carica». l


 

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