Gioco
Ecco i 18 nuovi agenti in servizio alla polizia municipale di Livorno
La presentazione col sindaco e la comandante
Livorno Guardateli bene in faccia questi ragazzi e queste ragazze perché saranno loro, dai prossimi giorni, che incontrerete sotto casa e che saranno per i livornesi un riferimento per arginare, la cronaca quotidiana ce lo ricorda, le problematiche derivanti dai vari disagi di cui soffrono le città come la nostra. Sono diciotto,giovani e meno giovani, sicuramente forti, provenienti da tutta Italia che hanno superato un concorso ben lontano dai tempi che con la terza media, una “sana e robusta costituzione fisica” e il superamento di una prova basata su un tema e un’espressione matematica potevi vincere il concorso:le prove fisiche erano da “marines” e la conoscenza del diritto e delle lingue voleva vederti in faccia.
Una “legione straniera” nella quale i livornesi sono solamente cinque. Il più giovane del gruppo è il grossetano Paride Aprili, di soli 25 anni ma già con un passato nelle forze armate: «Ho fatto due anni nell’esercito e altri periodi nella Polizia Municipale a tempo determinato. Conoscevo già Livorno e sono felice di essermi “accasato” qua».
La parola poi a Barbara Mucci da Pontedera, una tra le tre donne “arruolate” nei diciotto: «Sono di Pontedera ma già vivevo a Livorno dove ho il compagno. Non sono nella Polizia Municipale solo perché cercavo un lavoro:sono stata sempre determinata in questa direzione professionale». Spazio al “senior” del gruppo ovvero Antonio Vittoria da Pistoia di 52 anni cui domandiamo cosa facesse prima di vincere il concorso.
«Ero un metalmeccanico – risponde – poi la fabbrica è entrata in crisi , ho perso il lavoro ma col senno di poi sono felice perché la mia vita , a 52 anni, ha effettuato una meravigliosa inversione a “u”.E poi i colleghi e i superiori sono bravissimi».
I neo assunti sono entrati in servizio il primo settembre scorso e già fanno sfoggio della divisa “cucita” in tempi record. Stanno effettuando il necessario periodo di formazione per entrare a pieno titolo in servizio il prima possibile.
La presentazione dei 18 nuovi agenti ha avuto luogo ieri giovedì presso i locali municipali di via Gobetti alla presenza del sindaco Luca Salvetti, della comandante della Polizia Municipale Annalisa Maritan e dagli altri ufficiali del corpo. Salvetti non nasconde come l’ambizione sia quella di ricostituire i famosi “vigili di quartiere” per dare un segnale di vicinanza alla gente da parte del governo locale.
«Mi piacerebbe che la donnina di via Giordano Bruno – dice il sindaco riferendosi alle notizie di cronaca – uscendo di casa avesse un punto di riferimento contro i brutti incontri».
Maritan ricorda come i tempi facciano sì «che gli agenti della polizia municipale, che sono ausiliari di pubblica sicurezza, di fatto ogni giorno di più siano coinvolti nella necessità di uscire dalle tradizionali mansioni per collaborare con le altre forze di polizia». L’organico dei vigili adesso è da considerarsi al completo ? “No – precisa la comandante – tra poco dalla graduatoria assumeremo altri undici agenti. Oltre ai sei ufficiali già assunti».Il numero totale degli effettivi? «Sarà di duecento unità,cifra pari, di cui 35 ufficiali. Un rapporto tra agente e cittadino di uno a ottocento mentre le media italiana è uno su mille».
Fra gli ufficiali presenti anche Fabio Cerini, colui che ha fatto e sta facendo da “chioccia” ai neo assunti cui brillano gli occhi nel presentare i suoi ragazzi al sindaco e alla comandante. Con Annalisa Maritan facciamo pure il punto su quelle che sono le competenze della Polizia Municipale: «Agli occhi della gente pare che i nostri compiti non vadano oltre la vigilanza nelle strade ma non è così :a parte i compiti di ordine pubblico di cui abbiamo già parlato abbiamo competenze di polizia edilizia, giudiziaria,ambientale. Collaboriamo poi con l’Agenzia delle Entrate per il contrasto all’evasione fiscale. Il lavoro non ci manca…».
E gli agenti con il basco rosso che vediamo in giro ? «Fanno parte di un progetto finanziato dalla Regione Toscana di “polizia di prossimità” diciamo che è un assaggio di vigile di quartiere».
Oltre al comando dove siete dislocati in città ? «Qui in Corea, a Shangai da poco tempo, poi abbiamo il nucleo motociclisti alla Guglia e una postazione al Picchianti». Con l’inizio dell’autunno i livornesi cominceranno quindi a conoscerli. Chi di persona, per un aiuto o per un’informazione. Quelli più indisciplinati magari dalla firma su un verbale.
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