Il Tirreno

Livorno

Sos rifiuti

Dove c’era una fabbrica ora c’è una gigantesca discarica: spunta pure un'auto piena di rifiuti

Stefano Taglione
Samir Dashi in mezzo alla discarica
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Samir Dashi in mezzo alla discarica

Livorno: fuori e dentro la Trw frigo, materassi e un rimorchio pieno di masserizie. Un attivista: «Due anni fa l'ultima bonifica, il Comune intervenga»

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LIVORNO. Frigoriferi, materassi, arredi e sacchetti neri di ogni genere. Ma anche una vecchia macchina totalmente piena di rifiuti e un rimorchio di un Tir con alcune masserizie all’interno (ma forse potrebbe semplice essere parcheggiato lì). Poi cibo e resti un po’ ovunque. A «due anni dall’ultima bonifica dell’Aamps di via Enriques», nel tratto proprio di fronte a quella che fu la gloriosa fabbrica di sterzi per auto della Trw chiusa con annessi licenziamenti di massa, c’è una discarica a cielo aperto. Con persone che nel corso del tempo hanno abbandonato tonnellate di scarti con camion e furgoni a poca distanza dai negozi e dalle concessionarie. Ce n’è in una quantità esorbitante, in primis davanti al vecchio ingresso ora recintato per evitare che l’ex industria dell’automotive venga nuovamente occupata per i rave party, l’ultimo dei quali tre anni fa purtroppo fatale, al termine del quale è stata trovata morta su un’auto parcheggiata dietro allo stabile la trentenne pisana Moira Piermarini.

LA TESTIMONIANZA

Saimir Dashi lavora come portuale ed è un attivista dell’associazione “Acchiapparifiuti”, che proprio due anni fa «insieme ad Aamps, su disposizione del Comune, ha bonificato l’intera area». L’obiettivo del collettivo, animato dall’amore per l’ambiente e per Livorno, è ripulire la città. Per dare un segnale di civiltà e far capire i comportamenti sbagliati dei cittadini. «Quando ho visto quello scempio non ci potevo credere – dice attonito, registrando anche un video che è giunto fino a palazzo civico, oltre che su Facebook e al Tirreno – avevo un nervoso addosso incredibile, veramente non capisco come si possano abbandonare tonnellate di rifiuti, alcuni dei quali anche speciali. Capisco un sacchetto ogni tanto, anche se è sbagliatissimo e vietato, ma qui parliamo di camion e furgoni di spazzatura indiscriminata lasciati in mezzo alla strada per disfarsene. Si trovano su via Enriques, alla periferia nord, ai lati della strada e anche in quella che fu la gloriosa fabbrica livornese».

«COMUNE AVVISATO»

In alcuni sacchetti, che Dashi ha voluto ispezionare armato di guanti neri, sono stati trovati fra gli altri resti di cartongesso, cartoni per le pizze, confezioni vuote di yogurt, uno specchio rotto, pacchi di piastrelle, erba tagliata e ovviamente l’immancabile plastica. Ma c’è molto altro. E non parliamo solo di rifiuti domestici, anche di calcinacci portati probabilmente da qualche imprenditore edile o muratore. «C’è di tutto – prosegue l’attivista – e in un rimorchio posteggiato lì accanto, oltre alla spazzatura, ci sono alcune finestre usate (ma questi potrebbero non avere niente a che fare con la discarica ndr). Bisogna cercare di pulire questa zona, serviranno sicuramente parecchi soldi perché la spazzatura è tantissima, ma ho segnalato l’accaduto sia al sindaco Luca Salvetti che all’assessora competente, Giovanna Cepparello».

«CI SONO DOCUMENTI»

In alcuni sacchetti ci sono documenti con recapiti che potrebbero portare la polizia municipale e gli ispettori ambientali Aamps a trovare i responsabili dello scempio. «Ho notato alcune carte utile a rintracciarli – prosegue Dashi – e la gente deve smettere di uscire di casa e dirigersi in via Enriques o nei boschi per abbandonare la spazzatura. I rifiuti si devono conferire dove è permesso, non qui. Questa sta diventando la discarica di Livorno ed è incredibile che due anni fa, con Aamps e “Acchiapparifiuti”, abbiamo bonificato tutto e non c’era niente». Anche ieri, Il Tirreno, ha fatto un sopralluogo in zona verificando come nei pressi della Trw, dai due lati della strada, vi fossero tantissimi rifiuti abbandonati. In mezzo all’erba anche un televisore distrutto. Nascoste fra la vegetazione anche bottiglie e lattine. Di tutto.

«IL FERRO È UTILE»

Dashi, vedendo la grande quantità di ferro abbandonata, ha provato anche a coinvolgere un’azienda della zona che recupera rottami: «Purtroppo – conclude – il titolare mi ha risposto che se li prendesse rischierebbe una multa. Non può farlo, eppure per lui sarebbe oro...». l

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di Redazione web