Gioco
Si ferma il cuore del Vernacoliere: addio a Umberto Cardinali
Livorno: se ne va a 79 anni il fratello di Mario, nonché l'anima organizzativa del giornale. «Il senso di una stirpe che finisce». Sardelli: «Aveva un umorismo nascosto, per pochi»
LIVORNO. Mario il Cervello, Umberto il Braccio. Chi conosce “Il Vernacoliere” da dentro, sa che questo binomio è stato per decenni il pilastro fondante del mensile umoristico e satirico più longevo d’Italia. Ma stamani “Il Vernacoliere” non fa ridere. E’ un giorno molto triste, infatti, per la redazione del mensile livornese, perché se n’è andato Umberto Cardinali, fratello minore di Mario, l’uomo che stava dietro le quinte del giornale. Lui era l’uomo sul campo, una pedina fondamentale nell’ingranaggio dell’azienda a conduzione familiare “Mario Cardinali Editore Srl”, di cui era anche membro del Consiglio d’amministrazione, colui che dalla metà degli anni Ottanta si occupava degli abbonamenti, della segreteria e dei contatti con le edicole. Umberto era quello che “Il Vernacoliere” lo faceva arrivare nelle mani dei lettori, l’anello di congiunzione tra chi il giornale lo fa e chi ne fruisce. Un mestiere del quale andava fiero e che ha trasmesso alla sua famiglia, il figlio Valter Cardinali (oggi direttore tecnico del “Vernacoliere”) si è unito alla squadra alla fine degli anni Ottanta e lo ha affiancato fino agli ultimi giorni, e anche al nipote Giacomo, figlio di Valter, che si occupa della parte web. Umberto aveva cominciato come magazziniere in una ditta di idraulica ma dal 1985 era corso in aiuto del fratello Mario, quando il fenomeno editoriale del Vernacoliere era esploso in tutta Italia.
Umberto si era assentato dalla sua scrivania solo quando aveva dovuto lottare con un tumore, che lo aveva attaccato in diverse occasioni, prima ad un rene poi ai polmoni. Sposato con Grazia dal 1965, Umberto aveva due figli, il già citato Valter (noto per il suo ruolo nel calcio livornese) e Gioia. I nipoti scrivono sui social. «E’ come se ci avessero strappato il cuore. Eri un esempio per il mondo e non riusciamo ancora a credere che sei andato via, nonno». Umberto era nato il 3 marzo 1943 in via della Maddalena, a due passi dal Nautico. «Mi ricordo il momento in cui la levatrice tirò fuori questo bimbino che piangeva e gli tagliò il cordone ombelicale», racconta Mario mentre cerca di dominare il fiume in piena delle emozioni. «Avevo sei anni, pochi mesi dopo ci fecero sfollare». Un lavoro quello dei due fratelli condiviso, gomito a gomito, per quarant’anni. «Il Vernacoliere è sempre stata un’azienda familiare – continua Mario– il nostro babbo, Alfredo, scomparso nel 1987 si è sempre occupato della raccolta pubblicitaria fin dal primo LivornoCronaca. La scomparsa di mio fratello mi fa percepire il senso di una famiglia che finisce».
Solare, di una simpatia folgorante, Umberto era quello che ti apriva la porta in redazione. Chiunque abbia mai varcato la soglia degli uffici di Scali del Corso 5 non può non visualizzarlo alla sua scrivania, dietro il vetro, mentre parlava al telefono con la cornetta rigorosamente incastrata tra la spalla e l’orecchio, con una mano prendeva appunti e con l’altra ti salutava, e con le espressioni del volto mimava il contenuto della telefonata. «E appena riagganciava ti raccontava una barzelletta», ricorda il disegnatore Tommaso Eppesteingher, anche lui tra i “bimbi” cresciuti in redazione. Un altro “bimbo” è il maestro Federico Maria Sardelli, autore satirico, disegnatore, pittore, illustratore nonché musicista e direttore d’orchestra: «Ho conosciuto i Cardinali quando avevo 8 anni. Umberto era un talento umoristico naturale, genuino, geniale. L’umorismo in casa Cardinali non è mai mancato, ma mentre quello di Mario è noto a tutti, quello di Umberto è rimasto più nascosto, più privato, destinato più a chi lo conosceva personalmente e gli voleva bene. Vi racconto questa: una volta prese una congestione con un pezzo di melone di frigorifero e io ci feci una saga a fumetti sul giornale, 'Umberto Cardinali e i suoi poponi diacci marmati', era diventato un personaggio mitico anche tra i lettori». Ironia della sorte per uno che si è sempre occupato della distribuzione del Vernacoliere, il nuovo numero del giornale, quello di settembre, arriva oggi nelle edicole di tutta Italia. Umberto avrebbe commentato con un: “Dé, è così. Bisogna andà avanti, bimbi”. L’ultimo saluto ad Umberto Cardinali verrà dato alla Camera mortuaria di viale Alfieri oggi alle 16.15 (senza funzione religiosa), per poi spostarsi verso la Cremazione del Cimitero dei Lupi. l
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