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Massacrato di botte in carcere: indagato livornese di 34 anni

Stefano Taglione
L'ingresso del carcere delle Sughere
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L'ingresso del carcere delle Sughere

Livorno: si tratta del compagno di cella della vittima, un ventunenne russo che avrebbe cercato di separarlo durante una lite con un altro detenuto facendone le spese in prima persona

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LIVORNO. C’è un livornese indagato dopo il pestaggio di metà agosto nel carcere delle Sughere: si tratta del trentaquattrenne Lorenzo Bernini, denunciato sia dalla polizia penitenziaria – l’inchiesta è partita d’ufficio perché la prognosi del ferito superava i 20 giorni – sia attraverso una querela presentata dalla vittima. L’aggredito, portato e dimesso dal pronto soccorso con la mandibola rotta, è un ventunenne russo ed è assistito dall’avvocata Alessandra Natale.

I FATTI

Il ricovero in ospedale, con l’intervento d’urgenza di un’ambulanza della Svs di via San Giovanni con a bordo il medico del 118, risale allo scorso 13 agosto. Ma l’aggressione è di qualche giorno prima, visto che il giovane ha chiesto l’intervento dei sanitari solo in un secondo momento. Secondo quanto ricostruito all’interno di una cella della cosiddetta area di transito – quella riservata ai detenuti colpiti da misure cautelari, quindi teoricamente in carcere solo temporaneamente, non dovendo espiare una pena definitiva – il ventunenne avrebbe assistito a una lite fra Bernini, alle Sughere solo da qualche mese, e il terzo occupante della cella, cercando di separarli. È a questo punto che il trentaquattrenne livornese lo avrebbe colpito con un pugno, rompendogli la mandibola e prendendolo a calci anche mentre era a terra svenuto. Quando è stato portato in ospedale, i medici, hanno diagnosticato al detenuto straniero anche un trauma cranico, con una prognosi finale di 30 giorni che, appunto, ha comportato l’avvio di un’indagine d’ufficio da parte della polizia penitenziaria, poi integrata dalla querela del ventunenne che si è rivolto sempre gli agenti del carcere di via delle Macchie.

LE INDAGINI

Non ci sarebbero dubbi, in base alle testimonianze raccolte, su quanto accaduto. Anche perché per sedare la violenta lite sono prontamente intervenuti gli agenti della polizia penitenziaria. La notizia di reato è stata quindi inviata alla procura, che ora eventualmente deciderà come procedere.

SUGHERE NEL CAOS

Non è la prima volta che negli ultimi tempi si verificano disordini alle Sughere. Non solo gli agenti della penitenziaria hanno denunciato aggressioni nei loro confronti, neanche i medici e gli infermieri del presidio sanitario. Una situazione, a loro dire, insostenibile a causa anche del personale ridotto all’osso. Qualche settimana fa, inoltre, un detenuto pugliese di 64 anni è stato malmenato dal vicino di cella che gli ha, anche in questo caso, fratturato la mandibola. l

S.T.

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