Il Tirreno

Livorno

Il vescovo chiama i candidati

Il vescovo Simone Giusti a una iniziativa del Serra Club (Dario Marzi archivio Il Tirreno)
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Il vescovo Simone Giusti a una iniziativa del Serra Club (Dario Marzi archivio Il Tirreno)

Faccia a faccia con gli esponenti delle varie liste in lizza nel collegio livornese. Appuntamento martedì in curia (e diffusione sul canale Youtube della diocesi)

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LIVORNO. Il vescovo Simone Giusti chiama a raccolta i candidati alle elezioni del 25 settembre per un confronto martedì in vescovado per parlare dei "temi più scottanti della prossima agenda politica". Dunque, finita l'era delle sacrestie che facevano propaganda per il "partito dei cattolici" e poi, nell'era della diaspora, tutt'al più per un "partito di cattolici", archiviato il periodo della Chiesa che fissava i paletti dei "valori non negoziabili", eccoci comunque alle prese con una comunità ecclesiale che non vorrebbe rintanarsi semplicemente al calduccio fra lumini, processioni e acquasantiere (vuote per il covid).

Lo dice papa Francesco con la sottolineatura che dà all'importanza dell' "amore politico". Lo ripete il vescovo Giusti, che fin dagli inizi del suo episcopato a Livorno ha organizzato confronti pubblici fra i candidati della circoscrizione elettorale di Livorno e Pisa in vista delle elezioni o appuntamenti come il ritiro spirituale dei cattolici impegnati in politica guardando alla vasta gamma di scelte con cui i singoli esponenti l'hanno declinata in questo o in quello schieramento.

L'appuntamento di martedì è a partire dalle 17.30 e sarà aperto a tutti: non solo ai presenti ma anche a quanti vorranno vederlo in diretta sul canale Youtube della Diocesi.

«La politica come gesto d'amore, come impegno di carità, come attenzione ai fratelli e al bene comune»: così dal quartier generale della curia si presenta il senso di questa iniziativa facendo riferimento a quanto è stato ribadito, in vista delle elezioni del 25 del prossimo mese da parte del papa Francesco e dei vescovi italiani

Per capire come orizzontarsi – viene spiegato nel giornale online della diocesi – fra «i programmi e le persone che si sono messe in gioco per guidare il Paese» e individuare gli esponenti giusti da «poter eleggere in questo momento storico», la cosa migliore è ascoltarne «le opinioni, gli obiettivi, i programmi per il futuro».

Il documento dei vescovi invitano a «fuggire la "intossicazione da individualismo"» che è «il brodo di coltura dei nazionalismi»

Le parole dei vescovi si aprono con la richiesta che l'orizzonte della politica non sia solo il tatticismo del tornaconto a breve o semplicemente il presente: è "l'ora dei doveri e delle responsabilità per cui la politica dovrà trovare il più virtuoso punto d'incontro tra ciò che è buono e ciò che è realmente possibile. E questo va fatto rivcostruendo un senso di comunità: evitare che "il dopo voto si trasformi in una rissa continua fra diversi inconciliabili". Torna l'attenzione al diritto alla vita "fin dal suo concepimento" ma in un contesto che guarda, da iun lato, a un moderno welfare familiare che rimuova "gli ostacoli economici che possono impedire alla donna una libera scelta di maternità" e, dall'altro, ai contraccolpi dell'"inverno demografico" con l'abbassarsi della natalità.

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di Redazione web