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Il caso

«Non siamo liberi di uscire di casa»: la paura dopo le bottigliate in piazza XX

Alessandro Lazzerini
«Non siamo liberi di uscire di casa»: la paura dopo le bottigliate in piazza XX

I residenti non si sentono più sicuri da tempo

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LIVORNO. I video pubblicati sui social da parte degli abitanti del quartiere sono diventati immediatamente virali e hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni. Al centro del filmato realizzato dal terrazzo di un palazzo in piazza XX Settembre, all’angolo con via Mentana, c’è una rissa tra un gruppo di stranieri che, in pieno pomeriggio, si colpiscono alla testa con bottiglie di vetro, tant’è che si riesce ad udire chiaramente il forte rumore dei colpi. In zona in quel momento passa una pattuglia dei vigili urbani «che non interviene», sostengono gli abitanti.

«Queste scene si ripetono tutti i giorni e più volte il giorno – afferma Bianca Francesca Viscoli, amministratrice di alcuni complessi immobiliari della zona e residente –. La situazione sta diventando insostenibile, ogni giorno ci sono uomini ubriachi per terra che fanno i loro bisogno ovunque. Ciò che preoccupa è l’escalation che non sembra avere una fine, ogni giorno succede qualcosa di più grave. Prima la scazzottata, poi le bottigliate in testa. Abbiamo paura ad uscire di casa».

Il problema maggiore per gli abitanti del quartiere è la sensazione di insicurezza ogni volta che varcano il portone di casa. «Determinate tensioni prima si registravano solo di notte, mentre adesso succede ad ogni ora del giorno. È diventato un problema anche andare a fare la spesa, perché questi balordi hanno sempre un atteggiamento di sfida, di provocazione».

La signora Viscoli si è trovata ad abitare in zona dopo una decisione estrema all’interno della famiglia. «Mia suocera è una donna completamente autonoma, ma ha comunque 84 anni e con il mio compagno non ci fidiamo a lasciarla da sola, per questo da mesi ormai praticamente abitiamo qui. Questa situazione sta distruggendo le famiglie, non possiamo più uscire di casa, hanno preso il sopravvento».

A inizio estate sembrava che il fenomeno si fosse attenuato ma non è così. «Il bar all’angolo è il loro ritrovo. Quando l’attività è stata chiusa per dieci giorni, non ci sono stati problemi, adesso che è di nuovo aperto, si è scatenata un’altra volta la guerriglia: urla, spinte e botte dalla mattina alla sera. Siamo costretti a parcheggiare le macchine lontano da casa perché ogni sera tra risse e bottiglie che volano c’è il rischio di trovarsi l’auto ammaccata».

In questi mesi i residenti hanno richiesto più volte l’intervento della forze dell’ordine. «Abbiamo chiamato in molti casi e la risposta è stata “lo sappiamo, ma non sono questi i canali per risolvere la questione”. Se neanche le forze dell’ordine riescono a tutelarci, come possiamo andare avanti? Tutti sanno cosa succede tra risse e spaccio continuo, ma nessuno interviene».

L’idea dei residenti è quella di realizzare un comitato di quartiere per presentare il disagio all’amministrazione comunale e chiedere una soluzione. «In questi mesi abbiamo sempre temporeggiato, sperando che prima o poi qualcuno intervenisse. Ora siamo esasperati. Cercheremo di fare una riunione di quartiere per trovare tutti insieme una soluzione, serve a tutti i costi un intervento. Altrimenti ci scapperà qualche incidente, perché qui la gente è esasperata e queste persone sono pericolose».

La signora Viscoli si sfoga. «Da livornesi non sentiamo più nostra la città e questa è una sensazione bruttissima. Il mio compagno e mia suocera abitano qui da tantissimi anni e a tutti dispiace vedere in che condizioni versa questa zona. Ricordo quando da ragazza venivo in piazza XX Settembre per comprarmi i Levi’s, mentre ora è diventata teatro di guerriglia. Ci rendiamo conto cosa voglia dire non poter uscire dalla propria casa liberamente? Abbiamo perso la libertà».


 

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