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Porto di Livorno, sos salario e sicurezza: in ballo 10 giorni di sciopero
Cgil Cisl Uil di categoria: gli armatori non hanno mano libera
LIVORNO. Dopo il triplice round di assemblee dei lavoratori del porto, i sindacati Cgil Cisl Uil di categoria mettono sul tavolo una mezza bomba: il mandato a proclamare dieci giorni di sciopero a partire dal 12 settembre. Ancora non sono indicati giorni precisi, è un pacchetto da gestire nella vertenza, ma il fatto che siano ben dieci giorni è un segnale dell’esasperazione che sale dalle banchine. Lo hanno annunciato al termine di un faccia a faccia con i vertici dell’Authority dopo un presidio davanti a Palazzo Rosciano.
Sul fronte della sicurezza si denuncia «il mancato impiego dei segnalatori» e «l'utilizzo compulsivo dello straordinario», oltre a «interferenze» tra sbarco dei passeggeri e l’imbarco/sbarco dei rotabili. Quanto alla salute, vengono rilanciate le segnalazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: nei garage dei traghetti ro-ro non di rado ci sono «condizioni di clima» tali da «sospendere le attività», fronteggiate «parzialmente con soluzioni spesso artigianali» (e comunque con l’esposizione dei portuali alle polveri sottili). A ciò si aggiunga «un alto utilizzo del lavoro notturno». Non basta: le segreterie sindacali sottolineano la sistematicità della «pratica del sotto-inquadramento in relazione alle mansioni prevalenti svolte» mentre in alcune realtà si assiste a «un'alta rotazione» dei contratti a termine rimpiazzati con altri lavoratori a tempo determinato.
La piattaforma di lotta mette al centro un poker di richieste: 1) aumento del 10% delle retribuzioni base; 2) ricognizione e adeguamento dei livelli retributivi; 3) verifica della «rotazione dei contratti a tempo determinato e stabilizzazione dei lavoratori precari per mezzo di una campagna di assunzioni con contratti a tempo indeterminato»; 4) rendere operative «le disposizioni sanzionatorie del provvedimento n. 22». Lo ripetono sottolineando che i porti «non possono essere a disposizione dell'armatore di turno che si arricchisce senza lasciare niente al territorio». E il sistema portuale livornese, «dopo un lento ed inesorabile processo di deindustrializzazione, resta l'unico plesso industriale in grado di produrre e redistribuire ricchezza».
Il presidente dell’Authority Luciano Guerrieri ritiene «legittime le loro riserve e serie le loro richieste», ma invita a «lavorare insieme, Autorità portuale, lavoratori, imprese, armatori e associazioni di categoria per garantire la piena efficienza delle operazioni portuali che rimangono la priorità impregiudicabile per il nostro territorio e la nostra Regione». Guerrieri intende fare tutto il possibile perché «le legittime denunce delle distorsioni nel settore non vadano ulteriormente a pregiudicare la stabilità dei traffici dello scalo portuale, con la fiducia che un serrato quanto serio confronto tra le parti, che l’Autorità faciliterà in ogni modo, possa scongiurare che lo sciopero trovi concreta attuazione». Per questo «assieme al segretario generale Matteo Paroli e allo staff», Guerrieri avvierà «dalla prossima settimana» riunioni con i sindacati e le associazioni di categoria interessate: cercando «le migliori soluzioni ai problemi sollevati lavoratori» e, al tempo stesso, salvaguardando «le esigenze di continuità e operatività indispensabili all’attività di impresa».
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