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Muore tre mesi dopo la pensione, Comune in lutto per Malvaldi colonna dell’ufficio matrimoni

Muore tre mesi dopo la pensione, Comune in lutto per Malvaldi colonna dell’ufficio matrimoni

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LIVORNO. Il Comune è in lutto. Gli ex colleghi dell’ufficio anagrafe e demografica quando lo hanno saputo stentavano a crederci. Sì, è vero, la notizia prima o poi poteva arrivare perché Marcello Malvaldi era malato da tempo, sommando varie patologie. Ma scoprire che un amico (e in quella sezione lo sono per davvero) col quale hai lavorato a lungo, non c’è più, ti lascia un po’ così. Con tanta amarezza e la voglia ti precipitarti a salutarlo per l’ultima volta.

Ieri pomeriggio, alla stanza mortuaria è stata una processione. Tanti impiegati dell’amministrazione sono sfilati accanto alla moglie Doriana testimoniando ancora una volta quanto Marcello fosse apprezzato.

Classe 1956, il 30 giugno scorso aveva compiuto 66 anni e da fine maggio era andato in pensione. Non perdendo di vista la sua Juventus, della quale non si era perduto un giorno di informazioni per tutta l’ultima sessione di mercato e i risultati delle prime partite ufficiali. Negli ultimi venti giorni, il peggioramento che è stato fatale.

Entrato in Comune nel 1988, da 25 anni era una istituzione all’interno dell’ufficio matrimoni. Si può dire che non ci sia pratica che abbia interessato l’unione di coppie in tutto questo tempo, che non gli sia passata tra le mani. E chissà quante volte avrà ripetuto ai diretti interessati che una volta acquisita tutta la documentazione necessaria da parte dell'ufficio, le pubblicazioni vengono inserite nell'albo per 8 giorni e che dopo ulteriori 4 entro i quali possono arrivare opposizioni, il matrimonio potrà essere celebrato entro il termine massimo di 180 giorni.

Barbara Cacelli, la dirigente del comparto ancora non ci crede. «Sapevamo che non stava più tanto bene, ma la notizia ci ha comunque colti tutti di sorpresa. Non ero arrivata da molto a fare la responsabile, ma mi è bastato poco per capire che quello che i colleghi dicevano di Marcello, era vero. Un professionista eccezionale , con una conoscenza veramente piena e completa della materia che è davvero complessa. Un re delle procedure insomma». Non fatica, Cacelli, a continuare nel tracciare il profilo di una persona che ha avuto alle proprie dipendenze, avendo il tempo di conoscere comuque bene. «Ben inserito coi colleghi, al primo impatto sembrava serioso, ma invece era il contrario. È stato una colonna portante e per l’ufficio è stata una batosta. Si tratta di figure difficilmente sostituibili e quando hai il piacere di lavorarci insieme puoi stare sicuro di poter dormire fra sette guanciali». A volte, la dirigente si ferma, deve trovare le parole. «Non è stata una giornata facile. Perdere quello che prima di tutto puoi reputare un amico è davvero dura. Ogni volta che c’era una difficoltà, bastava dire “chiedi a Marcello” e sapevi che la risposta giusta sarebbe arrivata in meno che non si dica».

Oggi alle 15 dalla stanza mortuaria, i funerali. l

F.L.

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di Redazione web