Il Tirreno

Livorno

Degrado

Il palazzo comunale abbandonatola discarica vista mare è sempre lì

Flavio Lombardi
Il palazzo comunale abbandonatola discarica vista mare è sempre lì

Disabitato da 10 anni è diventato cumulo di spazzatura e rifugio di disperati

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LIVORNO. Casa Firenze, Antignano: otto mesi dopo la nostra inchiesta nulla è cambiato. Anzi, se possibile, i residenti che abitano a due passi e condividono la corte in comune con la struttura della ex colonia estiva, possono lamentare un po’ di immondizia in più che qualcuno, magari di notte, arriva e, furtivamente scarica. Per raggiungere la destinazione, si percorre un ponte che scavalca la Variante, si continua sull’asfalto, fino a gli ultimi 500 metri. Sterrati, senza manutenzione e a rischio allagamento. Eppure, siamo su una strada pubblica che alla toponomastica è via del Litorale e dove Aamps arriva per raccogliere la differenziata. Non parliamo poi di quel che si trova all’interno di ciascuna di quelle stanze che fino al 2012 erano destinate ad un uso di emergenza abitativa. Lavatrici (o quel che ne resta), ruote, vecchi motori, suppellettili marce, stracci, sacchi neri che contengono ogni tipo di rifiuti. Insomma, un bene di proprietà comunale completamente in balìa delle intemperie e a disposizione di qualche barbone che di tanto in tanto, avendo piazzato una tenda da campeggio, torna ad utilizzare la depandance, come fosse un campo base.

1200 metri vista mare

La visita del nostro giornale, ieri mattina, ha smosso probabilmente le acque. Si sta parlando di un immobile di estremo pregio, vista mare, sviluppato in parte su due piani fuori terra e in parte su un unico piano, avente una superficie lorda complessiva di 1.200 metri quadri su un resede pertinenziale con una superficie di circa 4.500 metri quadri. Un gioiello pubblico che merita una destinazione adeguata. Non di essere distrutto dall’incuria. Si entra, e senza troppo camminare e faticare, ci si imbatte in una serie di contatori attivi con sempre su scritti i nomi delle famiglie che lì ci abitavano. Si trovano al piano terra, dove non esistono ormai da tempo più gli infissi e dove i pannelli in compensato che furono applicati per impedire ogni ingresso, sono stati divelti. All’interno insomma, può accedere chiunque. Si sa che i contatori girano al minimo, e non erogano corrente per utenze. Non rappresentano, ed è una consolazione, un costo per la collettività. Ma sono accesi. Dopo 10 anni. E sono pur sempre un pericolo. Qualsiasi manovra maldestra e inconsapevole da parte di un bambino o uno sprovveduto, e la scossa potrebbe essere fatale. Di chi sarebbe la responsabilità? Del Comune.

«Lo chiuderemo»

L’assessore Raspanti, ieri ha ammesso che Casa Firenze non risponde ad un giusto modello di emergenza abitativa perché scollegata dal resto della città. Non è inclusiva per chi già vive situazioni di fragilità. Diventa così libera di agire la collega all’ambiente che dovrà procedere a una radicale pulizia per rendere la zona sicura. Mentre l’assessora al patrimonio, Viola Ferroni, ricevute le foto aggiornate, si è presa l’impegno: in attesa che si decida una destinazione adeguata per un bene come questo, predisporrà nel più breve tempo possibile, opere di muratura su ogni entrata per impedire d’ora innanzi visite abusive di chi, spesso, è sconosciuto anche alle politiche sociali.

Resta il nodo di un bene pubblico importante, sia a livello di superficie che di pregio, inutilizzato e abbandonato a se stesso.

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