Il Tirreno

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Lo sfogo

Furti infiniti al bar in piazza Grande, il titolare: «Qui ormai siamo nel terzo mondo»

Furti infiniti al bar in piazza Grande, il titolare: «Qui ormai siamo nel terzo mondo»

Ancora un colpo alla caffetteria di Maurizio Lena: «È il quindicesimo»

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Livorno «Questo è il quindicesimo furto. Al ventesimo vinco la bambolina». Prova a sdrammatizzare Maurizio Lena, dopo l’ennesimo colpo subito al suo bar, la Caffetteria Piazza Grande, ma dentro ribolle. «Ormai qui sembra di essere nel terzo mondo. C’è gente che urla, bivacca, dà fastidio. E di notte succede di tutto».

L’ultimo furto in ordine di tempo l’ha subito nella notte tra lunedì e ieri quando, intorno alle 2, «hanno sfondato uno dei pannelli e hanno rubato un telefonino». Stesso modus operando di sempre. E anche questa volta c’è il filmato delle telecamere. «Un po’ di tempo fa ci fu una riunione tra sindaco, questore e prefetto in cui parlarono di prevedere dei soldi per i commercianti che decidono di installare le telecamere. Bene, io ho già la telecamera, ma qui continuano a sfondare indisturbati. Si vede che forse quella non è la soluzione giusta». Lena di furti, tra Caffetteria Piazza Grande e Dollino, il bar di via Grande da lui gestito, ne ha subiti almeno 15, rimediando vetri rotti, porte forzate e tavolini spariti per poi essere ritrovati la mattina successiva nelle vie limitrofe. La refurtiva? Quasi sempre nulla, o quasi. Il più delle volte i ladri hanno preso qualche spicciolo.

Ma l’esasperazione aumenta, tanto che qualche tempo fa Lena disse che di notte si sarebbe piazzato nel locale con una mazza. E non è solo il problema dei furti. Lena racconta di una piazza Grande, cuore della città, ridotta a teatro di scorribande varie.

«In questo periodo, per esempio, ci sono dei ragazzi che litigano spesso tra loro e urlano. E non le dico il caos che troviamo la mattina. Poi ci sono gli ubriachi che danno fastidio. E questo succede nell’arco di tutta la giornata. Oggi, per esempio, ho dovuto chiamare di nuovo i carabinieri». E il suo non è un sentimento isolato in una zona in cui, negli ultimi tempi, gli esercizi commerciali subiscono spesso furti o atti vandalici. Tanto che alcuni imprenditori hanno pensato di unirsi per dar vita a un comitato, in modo tale da essere coesi nel dialogo con le istituzioni e da cercare soluzioni percorribili per tutti. «Perché ora come ora – conclude Lena – si può dire che qui viviamo nel degrado. Non è una bella situazione quella in cui ci troviamo».l


 

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