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Mamadou ha perso tutto dopo il daspo, Salvetti: «Una vicenda per me molto dolorosa»
Livorno, il primo cittadino ha commentato così la vicenda, spiegando comunque che è necessario il rispetto delle regole
LIVORNO. «La vicenda che riguarda Mamadou è indubbiamente una delle più particolari e anche dolorose che mi sono trovato ad affrontare nel settore delle attività del commercio in questi tre anni di mandato. Una vicenda che va guardata non nel caso singolo, ma nel panorama complessivo degli ambulanti e con un occhio attento alle regole che sono in vigore nel settore. Non c’è settimana in cui sigle sindacali, associazioni del commercio o singoli venditori non chiedano all’amministrazione e alle altre forze di polizia il rispetto dei dettami di legge e dei regolamenti per permettere, non solo il lavoro proficuo, ma addirittura la sopravvivenza di tante attività. Mi dirai “ma a tutti questi operatori che male fa il buon Mamadou fuori dai bagni Lido?”. Nessuno, ti risponderei d’istinto, ma il problema nasce se determinate regole, una volta ignorate, diventassero un limite da superare con tranquillità da 10, 20 o 30 altri venditori ambulanti in un lungomare che diventerebbe mercato a cielo aperto e in altri luoghi deputati alla vendita i cui operatori paleserebbero disagio e protesta».
È la lettera con cui, nei giorni scorsi, il sindaco Luca Salvetti ha risposto al giornalista Giuseppe Mascambruno sulla vicenda di Mor Thioub, il venditore ambulante senegalese punito dalla questura con il daspo urbano dopo le multe (e gli stessi due daspo amministrativi) della polizia municipale. «Personalmente – conclude il primo cittadino – mi rimane l’amaro in bocca per l’evolversi della situazione riferita a una persona la cui simpatia e gentilezza è riconosciuta e testimoniata da tanti cittadini. Ma questo non può avere niente a che fare con il lavoro giornaliero di chi vuole una Livorno rispettosa delle regole».
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