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Daspo urbano a Mamadou: si muove anche il consolato senegalese
Livorno, parla il rappresentante generale Andrea Ermini: «Disponibili a incontrarlo e pure a una mediazione con le autorità»
LIVORNO. «Ho appreso la storia di Mamadou dal Tirreno, anche perché purtroppo le istituzioni non si rivolgono quasi mai a noi, almeno a livello locale. Non discuto il daspo urbano, che se comminato avrà una sua ragione, dico solo che se questa persona non riesce più a lavorare bisogna parlarne e sono disponibile sia a un incontro con lui, che a svolgere un lavoro di mediazione. Eventualmente potrei interessare l’ambasciata a Roma».
A parlare è il console onorario del Senegal a Livorno, Andrea Ermini, dopo la vicenda che ha visto suo malgrado protagonista Mor Thioub, il sessantenne venditore ambulante senegalese che in un’intervista pubblicata ieri dal Tirreno ha rivelato come il daspo urbano, l’allontanamento per sei mesi dalla zona dei Bagni Lido dove da 20 anni vendeva vestiti da donna ai clienti dello stabilimento, gli abbia «tolto il lavoro, rovinato la vita».
Mamadou – questo il nome con cui in città lo conoscono tutti – ha infranto il divieto di vendita itinerante su viale Italia, luogo escluso per questo tipo di attività dal regolamento comunale. E per questo è stato sanzionato per due volte dalla polizia municipale (1.200 euro di verbali) e ha già ricevuto, sempre dal comando locale, due daspo amministrativi. Due settimane fa, infine, è arrivato quello della questura, che se infranto comporterà una denuncia. «Vorrei incontrare Mamadou – conclude Ermini – e attivarmi per comprendere meglio la sua storia e capire se esistono possibili soluzioni per migliorare le sue condizioni di vita qui a Livorno». l
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