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Tentato colpo al Pallaio: «Sarà la quindicesima volta che succede, dobbiamo armarci?»
Livorno, raid in via del Corona. L'esasperazione del titolare, Antonio Scardino: «I ladri sono diventati un incubo dalla fine del lockdown»
Livorno Hanno scavalcato un muretto e aperto le porte del locale. Poi è scattato l’allarme e i ladri sono fuggiti a mani vuote. «Dalla fine del lockdown sarà la quindicesima volta che entrano o provano a entrare nel locale. Cosa dobbiamo fare? Armarci?». A esprimere esasperazione e amarezza è Antonio Scardino, titolare del locale Al Pallaio di via del Corona, teatro di un tentato furto (l’ennesimo) nella notte tra venerdì e ieri.
«Verso le 3.30 è scattato l’allarme – racconta il ristoratore – e sono intervenute le guardie giurate della Lince, che poi hanno chiamato la polizia e al ristorante è arrivata anche mia figlia». Probabilmente, secondo quanto ipotizzato da Scardino, il ladro o i ladri hanno scavalcato un muro sul retro e poi sono riusciti ad aprire una o più porte.
«Questa volta non hanno rubato niente. Sono entrati per poi uscire quasi subito, una volta che hanno sentito il suono dell’allarme, che abbiamo installato dopo aver subito varie effrazioni».
Perché in passato di colpi messi a segno Al Pallaio ce ne sono stati diversi. Ad aprile, per esempio, sono state rubate parecchie bottiglie di vino. In quell’occasione un passante raccontò ai carabinieri, intervenuti in via del Corona per un sopralluogo, di aver visto due persone allontanarsi in bici dal locale. Una di queste, all'incrocio con via Sproni, bracciata dal personale dell'Arma, abbandonò il sacco con le 19 bottiglie e fuggì.
«Quella volta avevano esagerato con la refurtiva e i carabinieri riuscirono a recuperare alcune bottiglie. Nel tempo, comunque, di cibo e vino ce ne hanno portata via una buona quantità».
Quello nella notte tra venerdì e ieri, invece, sembra essere un furto “solo” tentato. Ma l’amarezza rimane tanta. A maggior ragione dopo gli innumerevoli furti o tentati tali accumulati nel tempo. «Ormai spaccano ovunque e i ristoratori non ne possono più – conclude Scardino – . Ci toccherà armarci, se ce lo permettono».
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