Il Tirreno

Livorno

Insulta i familiari del vicino di cella detenuto viene massacrato di botte

Stefano Taglione
Una protesta negli anni scorsi degli agenti della polizia penitenziaria fuori dal carcere delle Sughere
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Una protesta negli anni scorsi degli agenti della polizia penitenziaria fuori dal carcere delle Sughere

La vittima, 64 anni, pestata alle Sughere e in ospedale con la mandibola rotta

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LIVORNO. È stato picchiato brutalmente dal vicino di cella, che gli ha spaccato la mandibola a pugni. Seconda aggressione in appena una settimana nel carcere delle Sughere, dove due giorni fa un detenuto pugliese di 64 anni, originario di Foggia, è stato massacrato di botte da un altro recluso costringendo il personale sanitario in servizio nella struttura del ministero della Giustizia ad allertare il 112, che ha inviato sul posto un’ambulanza della Misericordia di via Verdi con a bordo il medico del 118, con la quale è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni.

Ieri mattina, gli stessi soccorritori, scortati dagli agenti della polizia penitenziaria lo hanno accompagnato nel reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale pisano di Cisanello, partendo da viale Vittorio Alfieri, dove è stato visitato e dove, probabilmente, potrebbe essere operato per le gravi lesioni riportate a causa della lite.

Secondo quanto ricostruito i due – il pugliese di 64 anni, mentre il contendente era un detenuto romano – avrebbero prima litigato a parole e al culmine del diverbio si sarebbe verificata la violenta aggressione, dopo che la vittima a quanto pare aveva offeso la famiglia dell’altro, che poi per tutta risposta lo ha preso a pugni spaccandogli la mandibola.

Proprio una settimana fa, sempre nel carcere delle Sughere, era stato massacrato di botte un detenuto russo di 21 anni, soccorso dai volontari e dal medico della Svs di via San Giovanni e portato al pronto soccorso con la mandibola rotta, forti dolori in varie parti del corpo, il naso sanguinante e, non ultimo, un trauma cranico. In questo caso, il giovane, sarebbe stato aggredito da un trentaquattrenne livornese che si trovava lì in regime di custodia cautelare da qualche mese, proprio per aver tenuto in città comportamenti violenti. Un altro campanello d’allarme, quello suonato alle Sughere, visto che non sono mancate nelle scorse settimane e nei mesi passati aggressioni al personale sanitario e agli agenti della polizia penitenziaria.


 

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