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Livorno

La storia

Terence, da Long Island a Livorno: il cantante-ristoratore che spopola

Stefano Taglione

	Terence Holler (il terzo da sinistra) storico front man degli Eldritch e ristoratore livornese
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Terence Holler (il terzo da sinistra) storico front man degli Eldritch e ristoratore livornese

Fondatore e storico front man del gruppo metal “Eldritch”, ora cucina l’angus irlandese a Rosignano: «A New York abbiamo fatto fortuna con il ferro battuto, le ringhiere di Brooklyn le ha costruite tutte mio padre»

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LIVORNO. È cresciuto a New York, in una splendida villa a Long Island, dopo che i genitori emigrati da giovani dalla Sicilia all’America avevano fatto fortuna con una ditta di ferri battuti: «Mio padre ha progettato e costruito quasi tutte le ringhiere delle case di Brooklyn. Spesso le rivedo nel film…». Poi, nel momento migliore dell’azienda, negli anni Ottanta la cessione e il trasloco oltreoceano a Livorno. «A babbo mancava l’Italia, ma non voleva tornare al sud (era originario di Castellamnare del Golfo, in provincia di Trapani ndr). Quindi ha optato per la Toscana, che negli Stati Uniti conoscono tutti». E il successo: «Ho fondato un gruppo power metal, gli Eldritch. Per oltre 30 anni ne sono stato il front man, abbiamo girato il mondo e tre mesi fa li ho lasciati all’apice del successo per dissidi interni. Cose che capitano, ora ho un ristorante a Rosignano Marittimo, “La Porcheria Bbq”, non so come fare da quanta gente viene a mangiare, sono sempre pieno. Dove metto le mani, da buon italo-americano, faccio successo. Sono fortunato».

A parlare è Mario Tarantola, nome d’arte Terence Holler con cui tutti lo conoscono. Nato a Brooklyn nel 1968, nella Grande Mela, da 40 anni vive in Toscana. Prima a Livorno, poi a Rosignano Marittimo dove porta avanti un ristorante in località Maestà. In passato, sempre nella provincia labronica, riprendendo la tradizione di famiglia ha aperto e portato avanti un’azienda di ferri battuti: «Si chiamava “Ferri battuti Tarantola”, poi l’ho ribattezzata “’Zzovoi design” – racconta – Un nome molto particolare, anche per questo aveva fatto successo. Mio padre, dopo aver venduto l’azienda in America e aver comprato casa a Livorno in piazza Roma, ha investito molto nelle proprietà a Rosignano. Purtroppo è scomparso quando io avevo 16 anni, quindi sono diventato uomo molto presto».

Il trasferimento in Italia «non è stato un trauma, anche se non sapevo l’italiano – prosegue Holler – dato che i miei genitori, a casa, parlavano siculo-americano. A scuola comunque ero bravo e non ho avuto problemi. Ormai vivo qui da 40 anni e ne ho 54. Gli ultimi cinque, negli Stati Uniti, li ho passati a Long Island, un posto bellissimo e prestigioso. Era tranquillo, un po’ come si vede nei film quando il giornalaio passa e ti tira il giornale alla porta. Alla fine Rosignano non è poi così diversa e considerando che non ero nella metropoli piena e trafficato, il cambiamento ambientale da adolescente l’ho avvertito poco». Con gli Eldritch, originariamente Zeus, ha pubblicato 12 album, l’ultimo dei quali denominato “Eos”. Grazie al suo successo, moltissimi musicisti e cantautori transitano dal suo ristorante. «Alcuni in verità – prosegue – vengono direttamente a casa mia per le feste in piscina. Sono venuti a mangiare Le Vibrazioni, i Litfiba e i Negrita, io mi definisco un piccolo Ozzy Osbourne, con le dovute differenze naturalmente. Proprio ieri (lunedì sera per chi legge ndr) c’era a mangiare Ciccio Valenti, sua sorella fra l’altro abita a cento metri da casa mia. Spesso viene anche la conduttrice Tessa Gelisio, con lei siamo amici di famiglia».

Il piatto forte del ristorante è l’angus irlandese biologico massaggiato: «Lo puoi anche stracuocere, la sua caratteristica è che resta sempre morbido – conclude l’imprenditore e artista italo-americano, che fra l’altro ora non esclude di intraprendere una carriera da solista – È una carne pregiatissima, che costa un sacco di soldi, ma che io vendo come chianina a un prezzo un po’ inferiore rispetto a quanto meriterebbe proprio perché la voglio far assaporare a tutti. In pratica non ci guadagno niente, ma va benissimo così».


 

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