Toscana
Alle bancarelle dei Pancaldi i bambini “vendono” i cellulari per beneficenza alla Pediatria di Pisa
Decine di telefonini finti donati da Tuttotelefono per aiutare i bambini ricoverati nell’ospedale pisano
LIVORNO. Le bancarelle dei bambini sui bagni sono un grande classico che attraversa generazioni di livornesi. Negli anni, stesi sugli asciugamani tra le cabine e i vialetti dai Roma ai Nettuno, abbiamo visto di tutto, giocattoli recuperati dalle soffitte, vecchi numeri di Topolino e Tex per i quali qualche collezionista avrebbe fatto carte false, macchinine, le mitiche palline di plastica con le facce di Moser, Saronni, Roche e Bontempi, collanine e figurine, poi è arrivata l’era dei Pokemon, originali e taroccati. E adesso sono comparsi pure i telefonini...
Ai Pancaldi, dall’inizio dell’estate un gruppo di bambini sta “vendendo” i cosiddetti mockup, ovvero cellulari finti, identici a quelli veri nel peso, nel design, nei colori, che le case produttrici danno in dotazione ai negozi di telefonia per esporli nelle vetrine e mostrarli ai clienti.
Gli “affari” vanno alla grande. Ma attenzione: non è una vendita normale. Il ricavato infatti andrà in beneficenza a due associazioni che si occupano di bambini malati: l’Associazione Neurologia Pediatrica di Pisa che sta raccogliendo fondi per l’acquisto di un nuovo video elettroencefalografo per i piccoli pazienti della Neuropediatria dell’ospedale Santa Chiara, e l’Associazione Sclerosi Tuberosa che si occupa di sostenere la ricerca e le cure per questa malattia genetica che interessa più organi tra cui il cervello, i reni, il cuore, la retina e i polmoni e i cui sintomi neurologici principali sono il ritardo mentale, l’epilessia, disturbi psichiatrici e problemi comportamentali.
«Sono già stati raccolti 400 euro e speriamo che entro la fine dell’estate la cifra salga ancora», racconta Marcello Venturi, fondatore della Tuttotelefono Srl, operante nel settore delle telecomunicazioni sui territori di Livorno, Pisa, Pontedera e Cecina, che insieme a Alessandro Orsini, medico livornese in forza alla Neurologia Pediatrica del policlinico pisano, ha messo in piedi l’iniziativa.
«Quando aprimmo a Pisa – racconta Venturi dal quartier generale della sua azienda sul viale Carducci – facemmo una donazione alla Pediatria del Santa Chiara e da lì è nata una collaborazione benefica che adesso continuiamo anche grazie al rapporto di stima e di amicizia che ci lega al dottor Orsini».
L’idea è nata a inizio estate: «Le case produttrici ci forniscono decine di mockup, telefoni finti identici a quelli veri ma non funzionanti, che ci permettono di allestire le vetrine senza rischiare i furti – continua l’imprenditore livornese –. Ai bambini piccoli piacciono molto, fanno finta di telefonare come gli adulti, per loro è un gioco, e così ci è venuta l’idea di questa iniziativa: li abbiamo dati ai bambini dei Pancaldi, tutti figli di amici, per le loro bancarelle».
Ogni telefono viene “venduto” a uno o due euro. Tuttotelefono ha regalato alle bancarelle anche le figurine Panini, di cui Tim è sponsor, e poi cover e custodie da mare.
«Alla fine di ogni giornata i bimbi mettono i soldi in un salvadanaio chiuso che sarà aperto a fine stagione in presenza delle due associazioni a cui sarà devoluto il ricavato», spiega Venturi. «Ci sarà una vera e propria consegna dell’assegno. I bambini sanno che il ricavato delle loro bancarelle andrà ad aiutare loro coetanei che hanno problemi di salute e sono molto coinvolti in questa missione. Alla fine per loro è un momento di divertimento, il giocare da commercianti, ma anche un modo per sentire l’importanza di fare del bene agli altri. E allo stesso tempo riusciamo a dare un contributo a queste due associazioni che ci ha suggerito il dottor Orsini».
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