Il Tirreno

Livorno

Trova una bottiglia di gasolio e un biglietto minatorio sull’auto

Stefano Taglione
Due agenti della polizia scientifica al lavoro su una bottiglia di gasolio lasciata su un’auto in sosta in un posteggio (immagine d’archivio)
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Due agenti della polizia scientifica al lavoro su una bottiglia di gasolio lasciata su un’auto in sosta in un posteggio (immagine d’archivio)

Vittima una 69enne, sul foglio cinque parole: «Per ora è un avvertimento»

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LIVORNO. Sull’auto parcheggiata sotto casa ha trovato un biglietto minatorio e una bottiglia di gasolio. Cinque parole, scritte in stampatello con una penna blu e l’ausilio di un righello per dissimulare la grafia, su un foglio A4 piegato in due: «Per ora è un avvertimento». È la scoperta a dir poco allarmante fatta nella mattinata di martedì scorso da una pensionata livornese di 69 anni sul tettino della macchina lasciata in sosta su una strada privata, ma ad accesso pubblico, vicino via Coccoluto Ferrigni, non lontano dal distributore Tamoil e di fronte all’Esselunga.

La donna – che Il Tirreno non rende identificabile in quanto minacciata – la posteggia lì d’abitudine. Quindi chi ha lasciato il liquido incendiario lo sapeva bene. «Spero che sia uno scherzo di qualche ragazzo – afferma la signora – perché se fosse opera di un adulto, sarebbe gravissimo. E già lo è. Io inizialmente, vedendo il colore giallo della bottiglia da mezzo litro, ho pensato che fosse urina e con due dita, stando attenta, l’ho rimossa. Poi ho sentito il forte odore di benzina, anche se era gasolio, e ho immediatamente chiamato la polizia».

Sul posto, in pochi minuti, è sopraggiunto un equipaggio della Squadra volante. Gli agenti hanno voluto sapere, nei minimi dettagli, se in precedenza fosse stata minacciata da qualcuno. «Ho detto loro che non ho alcun sospetto su chi possa essere stato, visto che con tutti i vicini io e mio marito abbiamo un ottimo rapporto – prosegue – quindi è veramente un mistero. Viviamo qui da otto anni, quindi conosciamo parecchie persone, e devo dire che nonostante ciò che è successo sono tranquilla. Di notte qui è buio, specie quanto chiude la pizzeria “10 + 10”, e ogni tanto vicino alla mia auto trovo bottiglie di birra e sporcizia. Per questo, in giardino, posizioneremo delle telecamere».

La polizia scientifica, attraverso la Squadra mobile, è già al lavoro per ricostruire la vicenda. La donna ha sporto denuncia negli uffici della polizia di Stato, in viale Boccaccio, e gli agenti della scientifica hanno repertato le sue impronte per escluderle dall’analisi che verrà svolta sulla bottiglia di plastica, la classica d’acqua da mezzo litro. «Non era piena di gasolio – conclude – ma ce n’era rimasta poca. Un poliziotto mi ha detto che con quel quantitativo non ci avrebbe nemmeno acceso una candela...». l


 

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