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Parla l’anziano rapinato al distretto Asl: «Tre giovani mi aspettavano, camminare a Livorno è pericoloso»
Il fatto è avvenuto in pieno giorno. Il settantasettenne ora ha paura di uscire di casa: «Ho girato il mondo, ma qui bisogna paura ad andare pure al bar...»
LIVORNO. «Quei tre giovani, che erano su due motorini, mi hanno seguito da via Mastacchi. Me ne sono accorto troppo tardi: hanno aspettato che parcheggiassi la bici fuori dal distretto sanitario, entrassi per prendere il referto delle analisi del sangue dal totem e fuori, mentre stavo slegando la catena vicino alle scale, uno di loro mi ha aggredito da dietro strappandomi la catenina dal collo. Io ho vissuto all’isola d’Elba e poi ho girato il mondo: Livorno è diventata invivibile e non la riconosco più. Vivo a Shangai, ma ho paura a camminare da solo e perfino di andare al bar».
A parlare è l’anziano di 77 anni che martedì 16 agosto, poco dopo le 16, è stato rapinato di fronta a una decina di persone fuori dal centro Asl di via della Fiera di Sant’Antonino, a Fiorentina. Il suo è un grido d’aiuto, quello di una persona incapace ormai di andare in giro per Livorno in sicurezza a causa del dilagare della microcriminalità, che purtroppo non si limita più ai furti e alle spaccate, ma anche alle rapine (alcune anche a mano armata, come avvenuto qualche giorno fa alla tabaccheria di Mario Toncelli in via Caduti del Lavoro, con un bandito su tre che è stato rintracciato dopo ore e denunciato in libertà). L’uomo accetta di parlare al Tirreno a patto dell’anonimato.
Ci racconti che cosa le è successo?
«Ero appena arrivato al distretto sanitario, quando questa persona mentre stavo slegando la bicicletta per tornare a casa mi ha aggredito da dietro strappandomi la catenina dal collo».
Si ricorda il volto?
«No, sono ipovedente. Ricordo queste tre persone su due motorini, una su uno scooter da sola e due su un altro. Tutti uomini, giovanissimi, di carnagione bianca e con in testa caschi non integrali. Poi uno di quelli in due sul motorino, dopo essere sceso, mi si è avvicinato e mi ha colpito. Appena ha mollato la presa sono riuscito a reagire, tirandogli una manata in faccia . Ma era troppo tardi...».
Lei sta bene?
«Sì, sono scosso. Non sono riuscito a dormire. Ma sto bene...».
Era prezioso ciò che le hanno rubato?
«Quella catenina aveva un valore affettivo importante, visto che l’ho indossata per 40 anni. A livello economico, invece, se ci racimolano 50 euro gli va bene. Ma sa cosa mi dà più fastidio?».
Cosa?
«Che un fatto del genere sia accaduto alle 16, in pieno giorno, davanti a una decina di persone. I banditi non hanno paura di niente, noi invece non possiamo più uscire di casa. È un mondo di mer... I controlli sono inutili, non è quello il punto, dato che io avevo già capito un po’ prima che qualcosa non andava. Ho vissuto 20 anni all’Elba, al Poggio, e poi ho girato il mondo, una cosa del genere non mi era mai successa». l
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