Il Tirreno

Livorno

Il simposio

Lo choc della diagnosi di leucemia le cure e il ritorno a una vita normale

Gian Ugo Berti
Il pubblico presente al convegno organizzato da Ail in Comune
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Il pubblico presente al convegno organizzato da Ail in Comune

Convegno organizzato dall’Ail con medici e psicologi dell’ospedale e di Pisa. Capochiani: «Con le nuove terapie la maggior parte dei pazienti guarisce»

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LIVORNO. Una malattia nella malattia: è il momento della diagnosi, quando il paziente viene messo a conoscenza della situazione. Nel caso dei tumori del sangue, è da sempre considerata una sentenza inappellabile, un vero trauma soprattutto psicologico. Ma, sempre di più, qualcosa si può fare. È il tema dell’incontro promosso dall’Ail Livorno (presidente Alessandro Baldi), “Vivere e guarire dalle leucemie”, svoltosi in Comune.

L’incontro, che rientra tra le iniziative di sensibilizzazione della Associazione Italiana contro Leucemie, ha visto una importante partecipazione di pubblico e gli interventi dei medici del Reparto di Ematologia dell’Ospedale di Livorno e dei loro colleghi dell’Azienda Ospedaliera Pisana a testimonianza di un rapporto di stretta collaborazione.

«Abbiamo pensato, dopo due anni di pandemia, che fosse importante ripartire con iniziative finalizzate a coinvolgere i nostri pazienti, tra quelli che maggiormente hanno risentito delle criticità che la pandemia ha generato», ha detto Enrico Capochiani, responsabile dell’Ematologia livornese. «Un incontro – sono sue parole - che avesse, nei pazienti e familiari, il punto centrale. Essenziale è avere competenze per offrire cure ed innovazioni terapeutiche. Così come comprendere i bisogni dei pazienti offrendo assistenza di qualità e un porto sicuro in cui affrontare la tempesta della malattia».

«È necessario avere pazienti formati e informati. Chiediamo molto, come controlli, frequenza di presenza nei nostri Reparti, accertamenti diagnostici – ha aggiunto Capochiani –. Le nuove terapie e metodiche ci consentono di portare la gran parte dei malati a guarigione o ad una tranquilla convivenza con la malattia».

La giornata ha visto gli interventi, tra gli altri, di Sara Galimberti dell’Università di Pisa, neo direttore della Ematologia Pisana, Luca Laurenti ed Edoardo Benedetti dell’Azienda Ospedaliera Pisana, che hanno illustrato le più recenti novità e prospettive per i pazienti ematologici.

Ma i punti qualificanti della giornata sono stati gli interventi di Francesca Dazzi e Simona Ceccanti, psicologhe dell’Asl che si dedicano ai risvolti emozionali e comportamentali delle malattie onco-ematologiche. Confermati dalle esperienze raccontate in pubblico dai pazienti, sono stati sottolineati tutti quegli aspetti che rendono la diagnosi d’una malattia un trauma psicologico, una malattia nella malattia. Toccante, il coinvolgimento del pubblico. Ne è uscito un quadro che fa, di questo percorso di vita, una vera esperienza di “andata e ritorno”, un’immersione in un dramma e la risalita ad una vita normale.


 

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