Il Tirreno

Livorno

Il racconto

In pensione il campione di pugilato che lasciò i guantoni per la finanza

Mario Orsini
Due belle immagini di Alfredo Zangara: con la sciabola da maresciallo davanti alla caserma della guardia di finanza in cui ha lavorato per oltre 40 anni e sul ring col giovane livornese Emanuele Gjieli
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Due belle immagini di Alfredo Zangara: con la sciabola da maresciallo davanti alla caserma della guardia di finanza in cui ha lavorato per oltre 40 anni e sul ring col giovane livornese Emanuele Gjieli

I sessant’anni di Zangara, una vita tra il ring e le unità navali delle fiamme gialle

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LIVORNO. È stata una giornata speciale quella di venerdì scorso per Alfredo Zangara, luogotenente carica speciale della Guardia di Finanza di Livorno. Oltre a festeggiare il suo sessantesimo compleanno, è stato anche l’ultimo giorno di lavoro, dopo oltre quarant’anni di attività. Ricorda lui: «Tutto ebbe inizio il 1°ottobre 1981 alla Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza di Lido di Ostia. Dopo essermi spogliato dalla maglia azzurra della nazionale di pugilato, mi accinsi, per la prima volta, a indossare l’altrettanto orgogliosa divisa da finanziere di mare». Da lì, per Alfredo Zangara, iniziò una vita professionale che gli ha regalato tante soddisfazioni e nella quale il pugilato ha fatto da trampolino di lancio rimanendogli nel cuore, nelle sue tante sfaccettature: atleta, maestro, dirigente e per qualche anno anche presidente di scuole pugilistiche.

La nazionale

Zaccagna preme il tasto rewind sugli anni azzurri. «Sono entrato in Nazionale il 4 maggio 1980 al ritiro di Sestola, dopo aver conquistato la medaglia d’argento, nella categoria super leggeri a Cecina, in un torneo nazionale riservato ai giovani boxer dilettanti nati negli anni 1962 e 1963. Con la maglia azzurra addosso ho disputato sei incontri, contro boxer delle rappresentative di Francia, Germania e Austria. I miei maestri della nazionale di quegli anni furono Falcinelli, Mela e Petriccioli. Il 27 giugno del 1981, in Austria, disputai l’ultimo incontro in maglia azzurra».

Le fiamme gialle

Con l’ingresso in Finanza Zangara dette l’addio all’attività agonistica. «Dopo tre anni di addestramento e il conseguimento del grado di Vice Brigadiere venni trasferito presso la Stazione Navale di Bari, con l’incarico di Sottordine di macchina a bordo del Guardacoste G. 29 D’Aleo», ricorda.

Fu una scelta professionale non facile. E infatti la passione per il pugilato gli rimase nel cuore. «Nel 1985 – racconta - dopo aver seguito opportuni corsi, in Puglia, conseguii il brevetto di Aspirante Tecnico di pugilato e cominciai a insegnare boxe presso la palestra “Scipione Piccirillo”, padre del grande e futuro campione del mondo Michele Piccirillo che, in quegli anni, ancora giovanissimo, muoveva i suoi primi passi nella boxe giovanile agonistica. Quando Michele salì per la prima volta sul ring – aggiunge con un pizzico di orgoglio - all’angolo a dare una mano al babbo di Michele c’ero io».

L’arrivo a Livorno

A determinare la svolta alla carriera professionale e sportiva di Alfredo Zangara fu il trasferimento a Livorno, con il grado di Brigadiere, presso la Stazione Navale, in qualità di addetto alla Squadra Assistenza Motori Marini.

La sua professionalità in ambito motoristico gli permise di scalare, in tempi relativamente brevi, alcuni importanti gradini della carriera militare e «di assumere – sono sue parole - il Comando della Squadra Assistenza Motori Marini composta da 15 validissimi militari della Guardia di Finanza specializzati nel settore Navale. Tanto da proiettare la Stazione Navale di Livorno, per competenza e professionalità, al terzo posto nazionale, alle spalle delle Stazioni di Napoli e Bari, nel settore revisione generale dei motori marini in dotazione alle Unità Navali del Corpo. Contestualmente – aggiunge - mi venne affidata la responsabilità del Lido del Finanziere di Tirrenia».

Successivamente Zangara divenne capo sezione logistica amministrativa del Comando Provinciale di Livorno, con alle sue dipendenze 12 militari, che si occupava delle infrastrutture del corpo di tutta la provincia toccando.

L’accademia pugilistica

Le soddisfazioni professionali hanno viaggiato accanto a quelle sportive: «Il giorno dopo il mio trasferimento a Livorno, il 30 agosto 1989, feci il mio ingresso all’Accademia Pugilistica Livornese, al PalaCosmelli di Via Allende – ricorda –. Ad accogliermi furono i compianti maestri Piero Scardino e Franco Nenci. Ricordo ancora oggi, con grande emozione che, il maestro Nenci, mi venne incontro, e ancor prima di presentarmi, mi disse: tu sei Zangara, l’ottimo pugile della Accademia Pugilistica Tomaselli di Palermo, che ci fai da queste parti? Io meravigliato risposi: Maestro come fa a conoscermi? E lui aggiunse: ti ho visto combattere in semifinale e in finale, al torneo di Cecina, eri un bravissimo pugile tecnico. Parole inutile nasconderlo che mi stupirono e commossero. Ma il pugilato è anche questo. Su loro proposta – spiega - e facendo tesoro dei preziosi insegnamenti oltre che dei maestri Scardino e Nenci, del bravo Luigi Tassi, e con il mitico Lucchesi e Piero Freschi nel ruolo di direttori sportivi, insegnai pugilato all’Apl per alcuni anni, poi d’accordo con mia moglie Marisa, interruppi per molto tempo l’attività di maestro, per dedicarmi alla famiglia e poter seguire, insieme a lei i nostri due figli Valentino Alfredo, che ora fa il direttore d’orchestra, e Romina, che ha seguito le mie orme ed è Maresciallo della Guardia di Finanza a Vicenza».

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di Redazione web