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Livorno

Lutto

Addio all'imprenditore Paolo Ardisson: «I dipendenti erano la sua famiglia»

Stefano Taglione
L'imprenditore Paolo Ardisson
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L'imprenditore Paolo Ardisson

Livorno, il ricordo della figlia Angela: «Durante le crisi ha fatto sempre le caprioli pur non licenziarli, grazie a lui l'azienda è cresciuta»

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LIVORNO. Ha ereditato l’azienda dal padre Arno, che l’aveva fondata negli anni Quaranta per rifornire e gestire le mense delle amministrazioni penitenziarie e di Esercito italiano e Marina militare. Facendola diventare un gigante del catering anche nel settore privato e per i ricevimenti aziendali.

È morto a 85 anni l’imprenditore livornese Paolo Ardisson, a capo dell’omonima azienda di via Aurelio Nicolodi per la quale aveva continuato a lavorare fino allo scorso inverno. «Mio padre – racconta la figlia Angela Ardisson – con il passare degli anni e i cambiamenti in corso ha modellato e trasformato l’impresa condividendo sempre le decisioni con il suo team e facendo i salti mortali pur non licenziare nessuno. I dipendenti, infatti, sono sempre stati la sua famiglia e con loro ha sempre instaurato un ottimo rapporto. Non ha mai lasciato indietro nessuno, nonostante le crisi che si sono succedute, come ad esempio quella del porto».

Dal 14 agosto, al cimitero della Misericordia, è stata allestita la camera ardente a cura delle onoranze funebri della Misericordia di Antignano e a Ferragosto, in forma privata, si celebrerà il suo funerale. «Mio padre, con i lavoratori, ha sempre voluto mantenere una grande correttezza etica – prosegue la figlia – e ce lo ha sempre detto, ci teneva a ribadirlo in ogni occasione. Aveva allo stesso tempo un grande piglio imprenditoriale e grazie alla sua guida, la nostra impresa familiare, è nel tempo estremamente cresciuta. Mio nonno, da cui lui l’ha ereditata, ne era stato il fondatore e mio padre ha migliorato ulteriormente la sua opera, specializzandosi sempre e avendo sempre i migliori strumenti e le migliori conoscenza per gestire la nostra società».

Fra le passioni dell’imprenditore livornese la pesca. Amava quella di profondità, con la lenza. «Amava andare in mare – conclude la figlia – e in particolar modo la pesca. In qualche occasione, me lo ricordo, è stato anche ripreso in alcuni reportage televisivi, proprio perché amava questo hobby ed era anche molto bravo».
 

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