Vanto guardia costiera: la Pennetti va in missione
Livorno: ha salutato la città per una settimana e verrà impiegata per i soccorsi di “Mare sicuro”
LIVORNO. L’unità CP 402 “Renato Pennetti” ha levato l’ancora il 12 agosto, lasciando Livorno e salutando la capitaneria di porto alla quale è assegnata. Dando un arrivederci a circa una settimana. Giusto il periodo di durata della missione che le è stata affidata dal comando generale e che rientra nella classica operazione di tutti gli anni e da oltre 30 stagioni, denominata “Mare sicuro”, nella quale, 3000 fra uomini e donne della guardia costiera sono impegnati durante l’estate con oltre 400 mezzi navali e 16 aerei dislocati lungo gli ottomila chilometri delle nostre coste e sempre pronti a intervenire in caso di emergenze in mare. Nel 2021, furono oltre 2700 le persone tra diportisti e bagnanti soccorse in maggior parte dei casi, per situazioni di pericolo prevedibili ed evitabili. La Pennetti, una nave con dislocamento pari a 156 tonnellate, utilizzata anche per attività addestrativa degli Allievi del terzo anno dell’Accademia Navale, è comandata dal Primo Luogotenente Marco Mosti e ha un equipaggio di dodici uomini altamente specializzato. Nel suo viaggio nel Tirreno settentrionale e nel Mar Ligure, nelle splendide acque del Santurario dei Cetacei, svolgerà attività istituzionali di pattugliamento e di vigilanza ambientale ed archeologica già portate a termine con successo in molteplici occasioni e, naturalmente, senza dimenticare il suo impiego principale.
Il mezzo è dotato di verricello salpareti per il recupero di attrezzature non regolamentari e di un battello pneumatico per ispezioni a motopesca fatte in operazioni di abbordaggio rapido e verifica del rispetto delle quote pesca concesse dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
La rimozione delle reti e importante ed elimina un duplice e nefasto effetto di indiscriminato utilizzo: guerra alla cattura illegale di “specie bersaglio” per le quali sono state messe in mare, limitare per quanto possibile danni all’ecosistema marino.
Nella maggior parte dei casi, essendo reti derivanti cioè che non vengono ancorate al fondo ma lasciate libere di muoversi in balìa delle correnti e che grazie a dei galleggianti vengono tenute sopra o appena sotto la superficie dell'acqua, spesso e volentieri restano in acqua per tanto, troppo tempo, finendo col catturare persino di delfini e balene. Concreto è il rischio che vengano pure affondate da chi teme di essere scoperto, diventando una tomba per una moltitudine di specie ittiche. Una vigilanza attiva ininterrotta di pattugliamento e l’utilizzo di questi mezzi è quindi fondamentale per la tutela di conservazione di stock ittici determinati dalle politiche comunitarie. Contro i bracconieri del mare, La Pennetti può spegnere il proprio segnale radar e mettersi in modalità stealth. Dire Pennetti, uno dei grandi gioielli del Corpo, grazie alla sua dotazione tecnologica e una grande autonomia che permette spostamenti a largo raggio, significa anche impiego che riguarda altri obiettivi strategici. Come quello del controllo dei flussi migratori. Buon vento e mare calmo, Pennetti. Ci rivediamo a Livorno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
