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Il Premio Rotonda si fa, ma a ottobre: il Comune ha depositato il marchio

Simone Fulciniti
Il Premio Rotonda si fa, ma a ottobre: il Comune ha depositato il marchio

Livorno, botta e risposta acceso con i pittori: «Non coinvolta la comunità di artisti»

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LIVORNO. Fumata bianca. Il Premio Rotonda si farà. In forma ridotta (dal 30 settembre al 2 ottobre) e con la Fondazione Trossi Uberti al comando. Tre giorni sviluppati in questo modo: venerdì un dibattito con la commissione che forma la giuria, un incontro sulla storia della pittura livornese e sui personaggi illustri che hanno partecipato alle precedenti edizioni; sabato un’estemporanea di pittura (ma non solo); infine, domenica, le opere selezionate e la vincitrice saranno esposte a Villa Trossi. Il premio per chi salirà sul gradino più alto del podio sarà di 2mila 500 euro. Ma arrivare a questo punto non è stato facile, dopo due anni di fermo e i fatti accaduti in primavera. Tanto che alla presentazione del Premio c’è stato un botta e risposta tra un gruppo di pittori e i vertici dell’amministrazione comunale.

Ro-Art si rititra

Andiamo per ordine: a marzo l’associazione Ro-Art che partecipa al bando del Comune, viene incaricata dell’organizzazione, poi però a fine maggio si ritira inviando una mail. Lo spiegano alla conferenza di presentazione il sindaco Luca Salvetti e l’assessore alla cultura Simone Lenzi, insieme alla presidente della fondazione Trossi Uberti Libera Capezzone e alla direttrice della medesima fondazione, Veronica Carpita. Nella sala cerimonie del municipio c’è anche un gruppo di pittori, grandi affezionati della manifestazione, desiderosi di capire i motivi della mancata classica contemporanea nel mese di agosto, avere spiegazioni. Un dibattito acceso, comunque costruttivo in chiave futura.

Perché Trossi Uberti

«Dopo la rinuncia di Ro-Art – dice Lenzi – ho avanzato proposte su come andare avanti, e ho avuto risposte da più parti che mi invitavano a lasciar stare. Ma non ho ascoltato nessuno. Non poteva essere disperso un patrimonio del genere. Non si poteva buttare tutto via. Allora, nonostante i tempi strettissimi, abbiamo deciso di investire 24.400 euro. Una cifra notevole. Poi abbiamo pensato che il Comune ha una fondazione di scopo, con una storia importante, la Trossi Uberti. E abbiamo ritenuto potesse essere lo strumento migliore per provare a fare una specie di numero zero. Una ripartenza. Per quello che si può. Restituendo innanzitutto al premio il fatto di essere un premio».

Depositato il marchio

L’assessore aggiunge una notizia. «Siccome ci crediamo molto, il Comune ha depositato il marchio pertanto, d’ora in poi, il Premio Rotonda è un marchio ufficiale».

Le critiche dei pittori

Gli artisti presenti, dubbiosi sullo spostamento da agosto a ottobre, manifestano le loro perplessità anche su questo. «La proprietà del marchio – ripetono in sala – probabilmente era dei fondatori, e averlo depositato non appare giusto nei confronti delle loro famiglie». Inoltre non capiscono perché, una volta saltata l’organizzazione di Ro-Art, non sono stati avvisati «prima di muoversi in altra direzione, forse era il caso di comunicare la notizia alla comunità pittorica livornese e chiedere se magari ci fosse stata qualche altra associazione in grado di prendere in mano il progetto, il Rotonda nasce per spingere i pittori locali a produrre, a prescindere dalla qualità, è un premio popolare, che ha stimolato tante persone, un premio nostro...».

La risposta di Lenzi

Lenzi risponde che «una pubblica amministrazione non si può rapportare coi singoli pittori, e a Maggio non si sono presentate altre associazioni disponibili». Dubbi degli artisti anche sulla soluzione unica dell’estemporanea. «Il punto importante, da cui nasce l’idea dell’estemporanea – conclude Lenzi – è quello di restituire alla città il significato di costruire un’opera d’arte. Un elemento di trasferimento della conoscenza. Quello che fai presuppone studio, passione e deve essere restituito: così era lo spirito iniziale. Il prossimo anno recupereremo anche la contemporanea».

“La Rotonda e i livornesi”

Tra le parti alla fine torna l’equilibrio. La parola va a Capezzone. «L’idea – conclude – è aprire un dialogo con la città. Il tutto si svolgerà in un fine settimana: purtroppo per una serie di impegni già previsti negli spazi e per le elezioni incombenti, saremo costretti ad arrivare all’inizio di ottobre. Ci sarà un intervento di Giacomo Favilla legato alla storia del luogo. Ci saranno pittori ma anche nuove forme visive e espressive: ci sarà anche un tema, ovvero “la Rotonda e i livornesi”. A giorni uscirà il bando di partecipazione».

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