Sicurezza
Il palabunker è salvo: bloccato il progetto del padel
Livorno: il Palacecconi non verrà toccato.Il gestore: «Commenti fuori luogo, il basket qui è al centro»
LIVORNO. Il padel. Le racchette colorate, i vetri intorno al campo, le volée, la bandeja e quattro risate con gli amici. Uno sport frizzante, moderno e che sta spopolando in ogni angolo del mondo. Bello, bellissimo. Ma quando due mesi fa uscì la notizia di una possibile costruzione di campi da padel al Palacecconi, il nutrito popolo del basket si alzò in rivolta nel tentativo di salvare un pezzo di storia della pallacanestro cittadina.
In quelle quattro mura, infatti, è nata e cresciuta gran parte della storia della Pl. Lì giocatori come Bonaccorsi, Aldi Tosi, Graziani hanno iniziato a palleggiare e a tirare da tre punti. Da lì sono transitati due talenti come Bulleri e Giachetti, in quell’angolo quasi nascosto alle spalle di Via Roma è passato, quando ancora era ragazzino, uno che poi sarebbe stato selezionato prima scelta al draft Nba come Andrea Bargnani. Insomma, il Palabunker è un simbolo della palla a spicchi livornese e, in particolare, per quella metà che ha il cuore dipinto di bianco azzurro è una vera e propria Mecca.
E l’idea di veder rimbalzare una pallina gialla da padel, al posto della palla spicchi non era proprio andata già agli appassionati di basket e ai tanti amatori che hanno nel PalaCecconi la loro casa. Gli stessi che oggi possono tirare un sospiro di sollievo, perchè il progetto del padel è stato stracciato e tutto rimarrà com’è. «Avevo detto che non avrei consentito una scelta non reversibile – spiega Riccardo Rossato, numero uno della società proprietaria dell’impianto – Una volta finito il contratto di gestione ci sarebbe dovuta essere la possibilità di tornare al basket e al parquet, ma i tecnici hanno ravvisato come questo non fosse possibile perchè un pezzo del parquet lo avremmo dovuto togliere per fare un cordolo di cemento».
Un aspetto su cui Rossato è sempre stato fermo e convinto. «È il miglior parquet di Livorno, l’unico ignifugo, verniciato con vernici elastiche di altissima qualità. Mi è costato un occhio della testa e quindi non potevo permettere che venisse deturpato. Anche se in questi mesi ho letto tante reazioni isteriche».
La ‘rivolta’ del popolo del basket non ha fatto certo piacere all’imprenditore. «Per me questa è una bella rivincita. È stato fatto tanto rumore per nulla, in particolare alcune società che non si sono comportate in modo elegante. Il Modigliani Volley aveva preso in considerazione un progetto e io ho dato in gestione la struttura quindi posso porre dei limiti, come quello del parquet, ma poi l’attività svolta la sceglie il gestore. Se affitto una casa non posso dire a chi ci abita che persone invitare a cena. Avevo promesso di tutelare a tutti i costi il ritorno al basket e così è stato. Detto questo, le utenze sono triplicate e diventa difficile dire no a qualcuno se vuole fare un’attività diversa».
Sulla stessa linea anche Paolo Montagnani, noto allenatore di pallavolo e responsabile del Modigliani Volley, società che gestisce l’impianto. «Capiamo e abbiamo sempre sottolineato il valore storico e simbolico che ha questo palazzetto, ma il tempo va avanti. Come nuovo soggetto gestore avevamo deciso per il padel, ma non ci sono state le possibilità di andare avanti e quindi ci sarà ancora spazio per tutti gli sport di squadra».
Le polemiche istintive e appassionate dei tanti amanti del mondo del basket non sono rimaste gradite neanche al tecnico dell’Emma Villas. «Come Modigliani Volley non ci sono piaciute assolutamente. Noi come privato avevamo studiato un progetto sportivo e imprenditoriale, avvisando con preavviso le società di un possibile cambiamento per permettergli di organizzarsi. Sui social ho letto commenti decisamente fuori luogo: ‘vergogna’. Per cosa? Per aver pensato di cambiare sport in un palazzetto? In fondo, le polemiche sono state tante, ma a bussare alla porta per gestire l’impianto non è venuto nessuno»
Alla fine comunque il Palabunker rimarrà a disposizione della società sportive (Stagno, Us, Pl, Golden Players) che lo scorso anno si allenavano in via Cecconi. «Nell’ultima stagione abbiamo dato tutte le ore alla pallacanestro e quindi non ci stiamo minimamente a venire additati come ‘killer’ della palla a spicchi. Detto questo, le società dello scorso anno stanno chiedendo e confermando le ore che avevano, così come i vari gruppi amatoriali. Abbiamo in mente anche alcune migliorie che faremo in parallelo all’attività, senza andare ad intaccare il lavoro di nessuno. Quindi viva la pallacanestro, viva la pallavolo e tutto lo sport».
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