Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Ucciso a 62 anni da una malattia storico dipendente della Provincia

Stefano Taglione
La vittima
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La vittima

Livorno, aveva scoperto il tumore tre mesi fa: «Era un grande appassionato di motori». Era il responsabile della pista per le auto in scala di viale Ippolito Nievo

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LIVORNO. Per gli appassionati di modellismo era da dieci anni il punto di riferimento della città. «Il pilone della pista di viale Ippolito Nievo», così lo ricorda il figlio Valerio. È lutto in tutta la città per la scomparsa di Paolo Paoletti, storico dipendente della Provincia di Livorno – dove era stato assunto come responsabile del garage e più recentemente, oltre a essere autista, si occupava del parco auto dell’ente comprensoriale – dalla quale sarebbe andato in pensione a metà dell’anno prossimo. Il sessantaduenne, questa la sua età, è morto alle 19.15 di martedì 9 agosto a causa di un tumore al pancreas che aveva scoperto del maggio scorso e che purtroppo ha avuto un’evoluzione rapidissima, strappandolo troppo presto alla vita.

Appassionato di motori, per questo era il presidente dell’associazione “RcGymnasium” che gestisce la pista per le auto in scala di viale Ippolito Nievo dove proprio Paoletti abitava, era anche un ciclista amatoriale. «Amava tutti i mezzi motorizzati – così lo ricorda il figlio Valerio Paoletti – come le moto e i go kart, sui quali in passato ha fatto anche diverse gare. Ora porteremo avanti l’associazione in sua memoria, anche se chiaramente sarà molto più difficile. Mio babbo ne era presidente da dieci anni, anche se in realtà era socio attivo già da prima. Il pilone della pista, così mi piace ricordarlo, la sua grande passione. Per tutti gli amanti del settore era diventato un punto di riferimento e tutti lo contattavano. Oltre ai modellini adorava le mountain bike».

Nato e sempre vissuto a Livorno, era un tifoso sfegatato amaranto. Non si perdeva praticamente nemmeno una partita di calcio. E mai, nemmeno nell’ultimo anno giocato in Eccellenza, ha smesso di supportare la compagine labronica. Perché il cuore sportivo ha sempre battuto per lei. Paoletti lascia la moglie Manola, il figlio Valerio e i numerosi parenti. Come il nipote Luca Raglianti: «Mi ha insegnato i segreti del modellismo quando avevo sei anni – rivela – trasmettendomi questa grande passione. Mio zio era veramente una grande persona». Dalla tarda mattinata di ieri, al cimitero di Ardenza, è stata aperta la camera ardente. Oggi pomeriggio, alle 16.30, nello stesso camposanto a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni si terrà l’ultimo saluto, dopodiché alle 17 è prevista la cremazione al tempio funerario del cimitero dei Lupi, con la sepoltura delle ceneri che avverrà sempre al cimitero di Ardenza. Ieri mattina, quando si è diffusa in città la notizia della sua scomparsa, in molti si sono stretti ai familiari.
 

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di Redazione web